Ragazzi picchiati e rapinati Il bullo arrestato di nuovo

Ventenne accusato di altre due aggressioni in viale Pindaro e a Pescara vecchia Così minacciava le vittime: «Dammi i soldi e il telefono oppure ti meniamo»
PESCARA. Pugni per 60 euro e per un telefonino e ancora pugni sferrati senza un motivo. Passa dagli arresti ai domiciliari al carcere il ventenne Elvis Neziri, nato in Serbia e residente in via Aldo Moro, raggiunto da un arresto bis perché beccato ancora, secondo gli investigatori, ad aggredire e rapinare due giovani di fronte a un locale in viale Pindaro e a Pescara vecchia.
A distanza di quasi un mese dai sei arresti della Squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana legati alle notti del divertimento trasformate in bravate con pugni e calci a malcapitati finiti all’ospedale, proseguono le aggressioni che il gip commenta così: «Violenza gratuita perché espressa dopo l’avvenuta sottrazione» di pochi soldi o del telefonino e «con uno stesso schema». Stavolta, sono stati i carabinieri di Penne alla guida del capitano Massimiliano Di Pietro, e quelli di Civitaquana insieme alla Mobile, a bussare alla porta di Neziri, rinchiuso in casa ai domiciliari per precedenti aggressioni e da ieri trasferito in carcere per altri due episodi analoghi.
«Dammi telefono e soldi o ti meniamo». Lo schema che aveva portato al primo arresto del serbo sarebbe stato replicato il 29 marzo nei confronti di un 21enne di Civitaquana incontrato in piazza Salotto e il 30 aprile in viale Pindaro.
Nel primo caso, la vittima sarebbe stata avvicinata da Neziri e da due suoi complici minorenni in piazza Salotto e sarebbe stata convinta a trascorrere la serata in un locale in via della Caserme a Pescara vecchia. Una volta salito sull’auto dei giovani, una Fiat Multipla blu, al ragazzo sarebbe stato intimato: «Dammi il telefono e i soldi altrimenti ti meniamo». Il giovane avrebbe consegnato il telefonino aggiungendo di non avere soldi e a quel punto sarebbe stato raggiunto da un pugno. E’ anche l’auto Multipla il filo conduttore dell’inchiesta sulla movida violenta, la stessa macchina usata dal serbo per le aggressioni che gli erano costate la prima ordinanza di misura cautelare. Se a maggio il giovane era stato arrestato ai domiciliari per aver aggredito un minorenne che vendeva biglietti per una discoteca e dopo averlo convinto a salire nella Multipla, ieri Neziri è entrato in carcere «per uno stesso schema». Il 30 aprile, sempre insieme a due complici, il giovane avrebbe avvicinato un ragazzo che stava vendendo i biglietti per una discoteca in viale Pindaro e, con la scusa di voler acquistare sette tagliandi, la vittima è stata portata in una strada buia, colpita con un violento pugno al volto e derubata del giubbino e della somma di 60 euro. A raccontare i nuovi episodi è l’ordinanza del gip Gianluca Sarandrea che segue la precedente di maggio, i reati per cui il pm Paolo Pompa ha chiesto il giudizio immediato per il serbo.
«Papà picchiato dall’ex della figlia». Con l’arresto di ieri prende ancora corpo l’inchiesta sulle notti di violenza tra giovanissimi, quella che circa un mese fa aveva messo nei guai sei ragazzi accusati di rapine e pestaggi nelle notti del divertimento. Tra questi erano finiti anche due minorenni di 17 e 15 anni accusati, unico caso, non di lesioni a coetanei ma ai danni di un signore di 59 anni.
Il pestaggio riporta al 5 maggio in largo Santa Filomena a Montesilvano, dove un adulto era stato aggredito, sostiene la procura del tribunale dei minori, dall’ex fidanzato della figlia dopo essere andato a testimoniare in tribunale proprio contro il ragazzo accusato di sottrazione di minore. L’uomo aveva spiegato ai poliziotti di essere stato avvicinato, mentre era in auto, da tre giovani che circolavano a bordo di due ciclomotori e di essere stato picchiato, raggiunto da pugni anche al volto e riportando una prognosi di 25 giorni. Per i due minori il pm del tribunale per i minorenni Antonio Altobelli ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini.
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