Ragazzi sequestrati, chiuso il cerchio

Il 18enne arrestato e l’amico sono pescaresi: si sarebbero impossessati della minicar per tornare a casa, zona Tiburtina
PESCARA. Ha le ore contate il complice del 18enne arrestato dalla squadra Volante per sequestro di persona in concorso e minaccia aggravata, dopo che nella notte tra giovedì e venerdì hanno bloccato due ragazzini di 16 e 17 anni a bordo di una minicar, rinchiudendo quest’ultimo (proprietario del mezzo) nel bagagliaio e dopo che, anche con il 16enne dentro, si sono impossessati della macchinetta sotto la minaccia di un coltello.
Ha le ore contate, il complice, perché i poliziotti della Volante diretti da Pierpaolo Varrasso intervenuti tempestivamente quella notte dopo la chiamata del papà del 17enne allertato dal figlio via Whatsapp dal bagagliaio, non solo hanno rintracciato nel giro di un quarto d’ora la macchina liberando i due minorenni, ma sono riusciti a ricostruire a grandi linee l’itinerario seguito dalla coppia di bulli quella notte. Un itinerario lungo il quale, a parlare, sono le telecamere (a cominciare da quelle di piazza Italia e via Bassani e Pavone ma non solo) che potrebbero svelare a breve il volto dell’altro ragazzo.
Ed eccola la notte brava dei due pescaresi che si sarebbero impossessati della minicar per un semplice atto di arroganza e prepotenza: uno dei due doveva tornare a casa in zona Tiburtina, alla fine della serata in discoteca. E allora ecco le minacce, i due ragazzini bloccati nel parcheggio davanti al noto locale del porto, le portiere che si aprono, il coltello e quel senso di onnipotenza che spinge i due a rinchiudere nel minuscolo bagagliaio il proprietario della minicar e a far finta che quella macchina fosse loro. E così, al posto del 17enne che si apprestava ad accompagnare l’amico 16enne a casa dopo la serata studentesca (il giorno dopo era festa dell’Immacolata), ci si mette il 18enne. Per riportare a casa l’amico, il complice di quella follia.
A raccontarlo è l’itinerario seguito dai due.
Dopo la partenza dal parcheggio davanti alla discoteca del porto, la macchina attraversa il ponte e si dirige verso la Tiburtina. Da qui ritorna verso il centro, fino alla zona dell’area di risulta dove viene intercettata e bloccata dai poliziotti, quando però a bordo c’è solo il 18enne alla guida, mentre l’altro è sceso proprio in zona Tiburtina dove la macchina ha rigirato.
Ora è lui che manca all’appello e rischia le stesse accuse del 18enne arrestato quella stessa notte: sequestro di persona in concorso e minaccia aggravata.
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