«Ragazzi, sport con cautela Fate gli esami salvavita»

Il medico Marchesani: «Occorre sottoporsi a controlli prima di avviare qualsiasi attività fisica, ma i pescaresi non hanno la cultura della prevenzione»
PESCARA. Fare sport fa bene al corpo e allo spirito, e questo è risaputo. Ma come tutto quello che riguarda il corpo umano – dal cibo ai farmaci – i benefici arrivano se si usano intelligenza, cautela e conoscenze mediche. Questo vuol dire tenere ben presente che esiste, garantita anche dalla sanità pubblica, la Medicina dello sport, che nasce come indagine di prevenzione che va a valutare se l’organismo può o meno essere sottoposto a determinati sforzi.
Evanio Marchesani è medico sportivo da 38 anni e dirige il servizio di Medicina dello sport della Asl di Pescara. Nella sua lunga esperienza, partita ai tempi in cui i più si accontentavano di tirare due calci a un pallone o di una partita a pallavolo sulla spiaggia e che continua attiva oggi che le palestre sono tante e frequentatissime e la pratica sportiva – dalla bici alla corsa, dal nuoto al Pilates e quant’altro – pare molto più diffusa, ha constatato che la coscienza dei pericoli e dei rischi di improvvisarsi sportivi nei pescaresi non è per nulla aumentata, anzi, anche per i costi delle analisi cliniche e dei check up di prevenzione, forse è diminuita, complice tanta parainformazione “medica”.
Così, soprattutto in estate, quando la voglia di sentirsi in forma, un po’ più belli e snelli sale e ci si butta in qualsiasi attività fisica, troppo spesso le cronache registrano malori spesso fatali di persone di ogni età durante quello che doveva essere un salutare giro di footing. L’ultimo triste episodio è quello di Paolo Palmucci, trentenne podista di Cepagatti tradito dal cuore mentre faceva jogging.
Dottor Marchesani, come un sedentario qualsiasi deve approcciarsi a un’attività sportiva?
«Il corpo dell'uomo è come una utilitaria che normalmente va in città: se vogliamo usarla per gareggiare in corse dovremo fare degli aggiustamenti e per prima cosa capire se ha la capacità di correre, se sopporterà il carico della velocità, della durata e intensità del nuovo “lavoro”. Chi si mette in testa di fare qualcosa di diverso dalle normali occupazioni dovrebbe prima controllare il proprio fisico, il sistema cardio-respiratorio quello motorio, articolare... Insomma, sapere se alzando il numero dei giri la “macchina” reggerà o si romperà. Molti non conoscono il loro stato attuale di salute. La medicina dello sport lo verifica».
Si deve andare dal medico dello sport anche se non si intende fare attività agonistica, se si vuole cominciare ad andare montagna o fare immersioni durante le vacanze nei mari cristallini?
«Ci si dovrebbe rivolgere a questo specialista per qualsiasi tipo di movimento uno voglia fare che aumenti la frequenza cardiaca e respiratoria, quando si cambia l'attività di tutti i giorni – ufficio-casa-computer-tv – si devono fare esami di controllo: ecocardiogrammi a riposo e sotto sforzo, ergo spirometria per valutazione del consumo di ossigeno sotto sforzo, spirometria... I medici dello sport operano in sinergia con altre specialistiche, come ortopedia, neurologia (se fai sci o motociclismo bisogna avere le onde cerebrali a posto, magari si soffre di epilessia e non lo si sa), otorino. Chi vuol fare attività subacquea con respiratore deve fare un ecocuore obbligatorio, perché l'uso della miscela di gas può portare all’embolia e a morte: se vai in un villaggio vacanze e ti propongono immersioni con ossigeno sono dei criminali, se uno non ha un problema cardiaco (e ce ne sono che non danno sintomi) la controindicazione è assoluta. Se si vuole fare paracadutismo e si soffre di vertigini ci si schianta a terra».
Controlli a tutte le età?
«Certo. A cinquant’anni e dintorni subentrano paure e problemi e magari si frequenta il medico, da giovani ci si sente forti e immortali e non lo si fa, invece ci si dovrebbe controllare di più perché non lo si è mai fatto e per mettere un punto fermo sul proprio stato di salute, per sapere se sono intervenute patologie per infezioni, se si ha qualche malattia congenita e asintomatica. Soprattutto in età giovanile è bene cominciare a fare uno screening medico, che andrebbe periodicizzato così alcune sintomatologie possono essere meglio valutate nel tempo».
Che sintomi devono allarmare prima di cominciare a fare sport?
«Quando si avvertono tachicardie, aritmie del cuore, affanno, svenimenti. Ma lo ripeto: bisogna fare controlli prima di intraprendere qualsiasi attività sportiva, perché poi quando ti senti male ti senti male ed è fatta. Dobbiamo fare medicina della salute, che non è un concetto complicato: è semplicemente prevenzione. Dobbiamo cercare di prevenire, e torno all’esempio dell’auto: l’incidente si evita con la prudenza, rispettando le regole della strada, i limiti di velocità, facendo il tagliando al mezzo. Noi dobbiamo fare “tagliandi” a qualsiasi età, bisogna, cominciare da piccoli, il genitore deve educare alla cultura della prevenzione».
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