Ragazzine perseguitate dagli ex: casi in aumento

I dati Ananke dei primi sei mesi dell’anno: tra le 150 richieste di aiuto ci sono anche quelle di adolescenti ossessionate via Facebook dai fidanzatini
PESCARA. C’erano tante donne, ma soprattutto si sono visti gli uomini, giovedì sera, al Centro antiviolenza dell’associazione Ananke di via Tavo dove, per proseguire l’opera di sensibilizzazione avviata dal 2005 dalla onlus convenzionata con il Comune, il Centro è stato teatro di una sorta di “notte bianca” con l’iniziativa «Nessun(a) dorma». Un’occasione per far conoscere ulteriormente di che cosa si occupa Ananke, «ma soprattutto», sottolinea la presidente Rita Pellegrini, «per stimolare la riflessione su un tema di cui più se ne parla è meglio è». Lo confermano i dati dei primi sei mesi di quest’anno: tra gennaio e giugno sono state 150 le richieste di aiuto arrivate al Centro antiviolenza da altrettante donne e, di queste, 68 sono state prese in carico da Ananke.
Un numero in aumento rispetto all’anno precedente, sottolineano dall’associazione, «perché evidentemente di certi problemi se ne parla di più, perché, dopo tanti anni sul campo, finalmente le donne hanno capito a chi possono rivolgersi». Ma non solo le donne vittime dirette di violenze, atti persecutori e maltrattamenti. Anche le mamme di adolescenti perseguitate da ex fidanzati sempre più invasivi e pericolosi che hanno trasformato Facebook e i telefonini in armi di persecuzione. A differenza degli altri anni, come riferiscono gli addetti dell’associazione, in questo 2014 sono arrivate infatti anche le adolescenti, nello specifico quattro ragazzine tra i 16 e i 17 anni per le quali, come prevede la prassi, il Centro antiviolenza si è mosso per attivare la rete di cui, nel caso di minori, fanno parte consultori e associazioni. «Adesso che l’opera di sensibilizzazione comincia a dare i suoi frutti», sottolinea ancora Pellegrini, «è necessario che i finanziamenti siano certi e costanti, in modo da poter continuare a sostenere le donne». Per chi si rivolge al Centro antiviolenza di via Tavo248 (dietro all’istituto Manthoné), c’è prima di tutto l’ascolto, oltre all’assistenza legale e psicologica fornita dal Centro. In più, è stato attivato uno sportello dedicato solo ed esclusivamente agli atti persecutori aperto tutti venerdì dalle 9 alle 13, su appuntamento. «Quando una donna viene da noi», spiega Cristiana Cassano, «innanzitutto si parla, l’ascoltiamo. È bene dire che non deve denunciare nessuno, soprattutto se, nel caso dei maltrattamenti fisici, psicologici o sessuali, vive ancora in casa».
Ma che le donne comincino a farsi coraggio, lo confermano anche i dati della Questura dove, a fronte di 75 denunce per maltrattamenti in famiglia presentate da altrettante presunte vittime, dall’inizio di questo 2014 sono state già 101 le denunce per lo stesso problema. Quanto allo stalking, agli atti persecutori, il 2013 ha registrato 48 denunce contro le 35 dei primi nove mesi di quest’anno.
Il quadro completo, come riferisce la presidente di Ananke, ci sarà tra un mese quando, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Ananke, , insieme a tutti gli altri centri antiviolenza e le case rifugio di tutta Italia che aderiscono a Di.Re (Donne in rete contro la violenza) presenterà i dati completi del 2014.
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