Ragazzini terribili, laboratori nelle scuole e all’università

8 Febbraio 2024

PESCARA. Aggressione di gruppo all’uscita di un locale, sequestro di persona del proprietario di una microcar solo per farsi un giro sulla macchinetta dopo una festa, calci e pugni nei confronti del...

PESCARA. Aggressione di gruppo all’uscita di un locale, sequestro di persona del proprietario di una microcar solo per farsi un giro sulla macchinetta dopo una festa, calci e pugni nei confronti del proprio genitore, responsabile di non avergli acquistato un joystick nuovo.
Sono solo gli ultimi episodi di violenza registrati nelle ultime settimane tra i giovanissimi di cui il ragazzino che ha preso a pugni il conducente di un autobus, qualche giorno fa, è solo l’ultimo di una lunga serie. È proprio per far comprendere le conseguenze, sotto ogni punto di vista, che violenza e discriminazione producono sugli altri e su se stessi, che muove il progetto Nuove Generazioni, promosso dall’Adu (Associazione difensori d’ufficio) sezione Pescara.
Attraverso workshop e incontri con studenti universitari e ragazzi delle scuole medie e superiori, tenuti da professionisti, il progetto vuole sensibilizzare sui reati connessi alla violenza tra gli adolescenti e i giovani, con approfondimenti sulle condotte degli autori e sulle vittime. Ieri e oggi gli incontri toccano le classi terze della scuola media Troiano Delfico di Montesilvano, nella sala parrocchiale della chiesa di Sant’Antonio e presto se ne svolgeranno altri all’università D’Annunzio, tra i ragazzi che studiano sociologia e criminologia. Il seminario si sviluppa attraverso discussioni in tavole rotonde «protese all’ascolto dei giovani e alla loro crescita e formazione, auspicando di sollecitare la comprensione della gravità di condotte non solo antigiuridiche, ma anche contrarie al vivere sociale», spiega l’avvocato Cristina Celentano, membro del direttivo Adu e del comitato Pari opportunità. «Gli incontri nascono dopo gli stupri di Palermo e poi ora con quello di Catania. C’è tanta violenza tra i giovani tra i 14 e i 18 anni. Quello che è emerso questa mattina (ieri ndc) è che i ragazzi spesso sono consapevoli delle conseguenze, ma di fatto non intervengono o non sanno come farlo. Vogliamo insegnare loro ad essere più empatici di quello che dicono di essere e anche a far capire che il non intervento talvolta può essere un reato».
I laboratori sono realizzati dagli avvocati del direttivo Adu di Pescara, Celentano e Maria D’Angelo, Luca Pellegrini, Fabrizio Giannini, Alessandro Palucci, Serena Francione e Giandomenico Croce e dagli avvocati Maria Croce, Teresa Francese e Gaetanina Angelucci del centro Pari opportunità di Pescara. Le riflessioni sono alimentate anche da psicoterapeuti specializzati su minori e giovani, Juna Lupo, Elisabetta Catapane e Giulia Signorile. Per il Tribunale per i minorenni Carmen Fedele e per il tribunale ordinario Mariacarla Sacco, nonché referenti del comando dei carabinieri di Montesilvano e Vittorio Sola, maestro di judo e jujitsu, esperto di legittima difesa.