Raid notturno nella casa famiglia Paura tra gli ospiti e gli operatori

I ladri hanno forzato la porta sul retro e una volta dentro hanno saccheggiato il distributore di snack Ma l’episodio ha sollevato il problema della sicurezza: la zona del Carmine non è videosorvegliata
PENNE. Furto nella notte del 14 agosto nella casa famiglia del distretto sanitario di Penne. I ladri si sono introdotti all’interno della struttura sanitaria del Carmine forzando con un piede di porco l’ingresso sul retro. Una volta dentro, hanno preso di mira il distributore automatico di bevande e snack portando via l’incasso. Un bottino non rilevante, ma è il danneggiamento delle attrezzature ad essere molto più dispendioso. L’episodio, ha poi messo in evidenza il problema legato alla sicurezza sia degli ospiti della casa famiglia che degli operatori e Oss, soprattutto ragazze, che vi lavorano divise per turni. La zona del Carmine non è sottoposta a un controllo di videosorveglianza ed è molto facile introdursi all’interno dell'area.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Penne. Non è la prima volta che i malviventi colpiscono i distributori automatici a Penne. Da gennaio a febbraio scorso, all’ospedale San Massimo si sono registrati quattro furti con scasso alle macchinette, tutte danneggiate. Un bottino complessivo di poco inferiore ai 400 euro, ma il danneggiamento delle apparecchiature è stato di ben 4mila.
I ladri hanno agito sempre nelle ore notturne. Il primo furto è avvenuto nella notte tra il 10 e l’11 gennaio scorso, il secondo tra il 15 e il 16 gennaio, il terzo tra il 25 e il 26 gennaio e il quarto raid tra il 31 gennaio e il 1° febbraio. Con cadenza quasi settimanale sono state colpite quasi tutte le apparecchiature di tutti i reparti del San Massimo: quelle del terzo piano del vecchio padiglione, nei reparti di Otorino-Chirurgia, così come quella presente in Radiologia. Colpite anche le apparecchiature del laboratorio Analisi, dell’area medica e del distretto sanitario di base del Carmine. Non sono state risparmiate nemmeno le macchinette di pediatria e degli uffici amministrativi. A ciò si aggiunge il danneggiamento delle porte, delle gettoniere, delle serrature, dei sistemi di pagamento e telemetria di cui sono dotate le apparecchiature.

