Ramo crolla in via Ronchi «Troppi alberi a rischio»

PESCARA. Tragedia sfiorata ieri mattina lungo la strada parco, all’altezza di via Ronchi. Un ramo di grandi dimensioni si è staccato improvvisamente da un albero ad alto fusto ed è crollato sul...
PESCARA. Tragedia sfiorata ieri mattina lungo la strada parco, all’altezza di via Ronchi. Un ramo di grandi dimensioni si è staccato improvvisamente da un albero ad alto fusto ed è crollato sul percorso riservato ai passanti, di fronte allo sguardo atterrito dell’ex comandante della polizia municipale di Pescara Ernesto Grippo. A raccontare l’accaduto è lo stesso Grippo, che intorno alle 7,40 stava passeggiando in assoluta tranquillità portando a spasso il cane prima di prendere servizio all’Aquila, dove attualmente è a capo dei vigili. «Mi sono spostato appena in tempo», racconta, «la mattina abbastanza presto generalmente porto a spasso i miei due cani lungo la strada parco. Sono passato davanti all’albero, che si trova verso la fine di via Ronchi, prima intorno alle 7,20 con il primo cane, poi venti minuti più tardi con il secondo. Ho sentito uno scricchiolio proveniente dalla pianta e poi un rumore sordo. Fortunatamente, ho avuto la prontezza di scansarmi, evitando così che la porzione dell’albero mi colpisse in pieno». L’episodio riaccende i riflettori sul problema della mancata manutenzione di alcuni alberi della città. Dopo il taglio di alcuni pini, pioppi e altre specie arboree, avvenuto tra le proteste di ambientalisti ed esponenti di spicco della cultura italiana, in primis lo scrittore Erri De Luca, il piano di abbattimenti del Comune è stato accantonato. «Ma oggi sono tantissimi gli alberi che si trovano in stato di degrado», rimarca Ernesto Grippo, «sulla strada parco, da piazza Duca a piazza San Francesco, le radici sporgono di 50 centimetri, invadendo quel tratto di pista ciclabile. Altri alberi in stato avanzato di degrado si trovano in viale Bovio, all’altezza del benzinaio di fronte alla regione. Con il verde in queste condizioni la vera notizia non è tanto che oggi un altro ramo è caduto, ma piuttosto farebbe notizia il contrario». (y.g.)

