Rampigna, scontro sui lavori: «C’è una necropoli da tutelare»

Associazioni e archeologi chiedono sondaggi prima di procedere alla ristrutturazione del campo Mascia: «Il sottosuolo non viene toccato». Poi replica a M5S: «Pensi a trovare i fondi per gli scavi»
PESCARA. I reperti archeologici prima di tutto. Dopo, semmai, il campo sportivo. Con gli imminenti lavori per riportare in auge lo storico terreno di gioco del Rampigna, fa sentire la sua voce chi chiede innanzitutto la tutela della necropoli antica che si troverebbe tra via Caduta del Forte e via Spalti del Re.
«Benissimo», osserva l’assessore ai Lavori pubblici Luigi Albore Mascia, che ha fortemente voluto il progetto, «mi chiedo perché non ci abbia pensato nessuno prima, vista che il campo era da anni abbandonato».
La questione “archeologica” a Pescara viene sollevata dai presidenti di Italia nostra e Archeoclub, Massimo Palladini e Giulio De Collibus. «È un’ottima occasione, forse l’ultima, per verificare finalmente a fondo l’esistenza della necropoli romana», affermano Palladini e De Collibus. Che ci sia questo cimitero di duemila anni fa, lo farebbero supporre i ritrovamenti di lapidi funerarie nel periodo prebellico e nel XIX secolo. Nell’area, dove c’è anche la questura, dovrebbero poi esserci la più antica chiesa di Pescara e l’unico residuo della originaria cinta fortificata. «Si sollecita, oltre alla necessità di approfondite indagini e ricerche», insistono Italia Nostra e Archeoclub, «l’opportunità di un approccio progettuale organico e unitario, che intenda il presente progetto come un tassello della più ampia ridefinizione dell’area».
Sul Rampigna interviene poi Margherita Corrado, archeologa crotonese e parlamentare del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura di Montecitorio: «Pescara dovrebbe creare un parco archeologico riportando alla luce la necropoli di Ostia Aterni che si presume superstite nell’area. Sarebbe gravissimo se l’importanza archeologica del sito non fosse valutata correttamente per tempo».
«In ogni caso», ribatte Albore Mascia, «nessun reperto verrebbe toccato dal progetto, visto che si lavorerà in superficie. Ristrutturiamo un campo sportivo già esistente, come è nei compiti di un’amministrazione comunale. Se qualche parlamentare del Movimento 5 Stelle ha tanta premura di riscoprire questi reperti archeologici, dei quali si suppone l’esistenza ma non si ha alcuna certezza, che si impegni per mettere a disposizione fondi dello Stato. Non mi sembra», aggiunge Albore Mascia, «che, in tutti questi anni, qualcuno si sia preso la premura di scavare sotto il Rampigna. E lo stesso vale per il mosaico romano della golena sud», conclude l’assessore, «per cui abbiamo chiesto più volte fondi statali per riportarlo alla luce».
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