Rancitelli, è scontro sul piano di rilancio

28 Novembre 2020

PESCARA. È scontro sui progetti di riqualificazione del quartiere di Villa del Fuoco. Dopo la polemica sollevata dal comitato «Per una nuova Rancitelli», di cui è presidente Francesca Di Credico, per...

PESCARA. È scontro sui progetti di riqualificazione del quartiere di Villa del Fuoco. Dopo la polemica sollevata dal comitato «Per una nuova Rancitelli», di cui è presidente Francesca Di Credico, per non essere stato coinvolto nelle scelte dell’amministrazione comunale, è arrivata la replica del Comune. Ma ieri anche i consiglieri comunali di centrosinistra Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli si sono detti «all’oscuro su quanto l’amministrazione comunica quotidianamente alla stampa».
Sclocco e Frattarelli dicono di aver scritto alla presidenza del consiglio comunale e ai presidenti delle commissioni coinvolte «per chiedere urgentemente un tavolo di confronto che coinvolga l’opposizione e la renda partecipe su progetti e iniziative riguardo il rione Rancitelli» poiché «ad oggi nessun documento ufficiale esiste sul tavolo delle commissioni e del consiglio comunale».
L’amministrazione, in una nota non firmata, evidenzia invece che «un comitato civico è un lodevole esempio di partecipazione sociale, ma non è né un sostituto, né un’imitazione di un referente istituzionale». «Spiace pertanto constatare», si legge, «che il fervore della presidente Di Credico, nel rivendicare un presunto diritto di coinvolgimento, vaghi nelle nebbie dell’indeterminatezza. Giocare sulla rappresentatività e sulla competenza, se da un lato può dare visibilità di funzione, dall’altro rivela una superficiale conoscenza delle procedure». Sulla questione è intervenuto anche il segretario regionale del Pd Michele Fina: «Non vorremmo che l’allarme lanciato dal comitato e la successiva piccata risposta da parte del Comune rivelassero un limite della procedura che si è seguita finora per la riqualificazione di quella parte di città. Invitiamo a una correzione di toni e di rotta da parte del Comune».
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