Rancitelli, 25 associazioni unite contro il degrado

28 Agosto 2018

Pronto il pacchetto di interventi: sfratti, pulizia e centri di aggregazione

PESCARA. Invocano una maggiore presenza «fisica e amministrativa» da parte dei rappresentanti del mondo delle istituzioni, convinti che quella cronica percezione di insicurezza con la quale le famiglie di Rancitelli convivono da anni si possa vincere soltanto a colpi di servizi: un supermercato, una farmacia, aule per il dopo scuola, orti urbani, un centro di ascolto per adulti, strutture in cui leggere un libro o guardare un film. Luoghi di aggregazione, insomma, in grado di offrire un’alternativa non solo a bambini e adolescenti che vivono in un contesto di povertà e disagio sociale, ma anche agli adulti che intendono rimettersi in gioco, magari riuscendo a prendere il diploma o un attestato professionale, e a tutte quelle famiglie della zona che non si rassegnano alla marginalizzazione e alla delinquenza diffusa. Un pacchetto di interventi, in sostanza, che abbraccia anche la pulizia di strade e giardini pubblici, la sistemazione dei cassonetti per la raccolta differenziata, la lotta alle occupazioni abusive delle case popolari del cosiddetto Ferro di cavallo e, infine, una presenza costante delle forze dell’ordine per prevenire gli abusi.
Ieri mattina 25 associazioni attive nel quartiere si sono incontrate nei locali della ludoteca Thomas Dezi, in via Lago di Capestrano, per «continuare a promuovere il confronto e iniziative condivise sul quartiere inerenti sicurezza, sociale e cultura», da portare avanti anche all’indomani della rissa violenta scoppiata alcuni giorni fa tra un gruppo di rom e alcuni nigeriani. All’incontro ha partecipato il responsabile della Caritas, don Marco Pagniello, protagonista del progetto Ninive (iniziato a marzo del 2016 e conclusosi pochi giorni fa), il sindaco Marco Alessandrini, il suo vice Antonio Blasioli, l’assessore al sociale Antonella Allegrino e i rappresentanti delle associazioni e dei comitati di quartiere. «Il vero problema di questo quartiere è la mancanza di servizi, eppure qui siamo pieni di strutture vuote e terreni sfitti», incalza Francesca Di Credico, giovane e appassionata attivista di Rancitelli, «abbiamo tantissimi abusivi che vivono nelle case popolari senza averne diritto. Solo nella mia palazzina ce ne sono due. Noi cittadini lo abbiamo denunciato al momento dell’occupazione, quando stavano entrando in casa con i figli piccoli, ma nessuno ha mai fatto nulla né sono state prese contromisure. La priorità sono i bambini e gli adolescenti che vivono in condizioni di degrado assoluto, abbandono scolastico e disagio sociale. Su circa 7.000 residenti, i bambini sono 2.500, ma molti di loro fanno la vita dei grandi: assumono atteggiamenti e pose da adulti e non vanno a scuola perché non si svegliano al mattino. Innanzitutto bisognerebbe tenerli lontani da casa il più possibile». Alla voce di Francesca Di Credico si aggiunge quella di Aida Marino, responsabile di due centri sociali per anziani a San Donato e a Villa del Fuoco: «Raccontano le famiglie del quartiere che un tempo lasciavano le chiavi attaccate alla porta d’ingresso», dice, «oggi invece hanno messo le sbarre di ferro alle finestre. Vivono segregati in casa, anche perché non ci sono servizi né negozi. I giovani fuggono e gli anziani restano abbandonati, soprattutto la sera la percezione di insicurezza è enorme».
Le soluzioni per combattere la marginalizzazione, secondo gli operatori del sociale, esistono. Secondo Annamaria Talone (Artisti per il Matta) bisognerebbe ripartire dalla cultura e da progetti come quello del cinema all’aperto organizzato grazie a un bando ministeriale. «Sono cinquant’anni che questo quartiere aggiunge problemi e non li risolve», sottolinea Nadia Guardiano della biblioteca regionale Di Giampaolo, in via Tiburtina, «noi non vogliamo girare la testa da un’altra parte, per questo con un gruppo di volontari abbiamo attivato il progetto “Nati per leggere” che si propone l’obiettivo di promuovere la lettura fra i bambini da 0 a 6 anni attraverso incontri con i piccoli e le loro famiglie. Agire sui bambini è importante, ma lo è di più farlo insieme alle famiglie». «Da tre anni», prosegue Margherita Verratti, «ci occupiamo dell’istruzione degli adulti dai 18 anni in poi. Puntiamo sul reinserimento nel mondo del lavoro, ma sarebbe opportuno attivare anche un centro di ascolto incentrato sulla formazione». «In passato», conclude Patrizia Di Fulvio, «mi sono occupata di colonie e campi estivi per i bambini di Rancitelli e di doposcuola per i bambini di Zanni e Rancitelli. Queste esperienze dovrebbero essere riattivate».
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