Rancitelli, 9 imputati per la maxi rissa Raffica di testimoni

8 Marzo 2019

PESCARA. Ieri in tribunale a Pescara si è aperto il processo ai presunti responsabili di una mega rissa che si verificò il 12 agosto dello scorso anno a Pescara, davanti a un ristorante del quartiere...

PESCARA. Ieri in tribunale a Pescara si è aperto il processo ai presunti responsabili di una mega rissa che si verificò il 12 agosto dello scorso anno a Pescara, davanti a un ristorante del quartiere Rancitelli. In aula erano presenti soltanto alcuni dei nove imputati che devono rispondere di rissa e lesioni personali aggravate, e fra questi, quasi tutti di etnia rom, anche uno dei due nigeriani coinvolti: quello che ebbe la peggio e che finì in coma farmacologico. Quest'ultimo ieri si è costituito parte civile. C'è stata l'ammissione delle prove con le richieste dei difensori di effettuare l'esame degli imputati e la visione dei filmati, chiedendo inoltre la revoca delle misure cautelari ancora attive per i loro assistiti.
L'accusa ha invece citato nove testimoni che cominceranno a essere ascoltati nella prossima udienza del processo, fissata al 6 giugno. La sera del 12 agosto, che era domenica, la rissa sarebbe scoppiata quando il gestore del bar ristorante si rifiutò di servire birra gratis a due del gruppo, in evidente stato di ebrezza. E quando la moglie del titolare li invitò a uscire per non infastidire gli altri clienti, rimediò uno schiaffone: e da lì scoppiò la rivolta e cominciarono a volare tavoli e sedie. E' a quel punto che il nigeriano, che abita sopra il locale, si permise di lamentarsi del frastuono che arrivava dal ristorante e che non permetteva a nessuno della famiglia di dormire. Una intrusione che non venne presa bene da chi era già intento a sfasciare tutto per protesta e che non esitò a prendersela anche con il nigeriano.
Durante la zuffa, i partecipanti usarono di tutto: dalle fioriere ai tavoli del locale, bicchieri, bottiglie e sedie. Il nigeriano, che venne colpito violentemente alla testa, finì in ospedale in prognosi riservata e venne anche sottoposto a intervento chirurgico. Tre rom finirono invece agli arresti domiciliari e altri tre vennero sottoposti all'obbligo di dimora su richiesta del pm Anna Benigni.
L'episodio fece subito il giro del web in quanto quella mega rissa venne ripresa con il telefono da qualcuno e poi diffusa su Facebook. Un video che diventò in brevissimo tempo virale, ma che risultò anche molto utile alle forze dell'ordine che proprio grazie a quel filmato riuscirono a identificare alcuni dei partecipanti alla rissa. (m.cir.)