Rancitelli, bruciate 2 auto: «Lo Stato deve venire qua»

I cittadini sono esasperati. Ma parte subito una raccolta fondi per le vittime
PESCARA. Due auto a fuoco, una terza danneggiata. Al "Ferro di cavallo" di via Tavo ancora una volta prevalgono la violenza, l'illegalità, gli atti intimidatori. L'altra notte, nel giro di un paio di ore, i vigili del fuoco sono dovuti tornare due volte, per spegnere due incendi diversi, e con loro anche la polizia, che ora si sta occupando delle indagini. La squadra Mobile, diretta da Dante Cosentino, intende capire se c'è un filo conduttore tra i due episodi, ed eventualmente quale sia. E intende arrivare ai responsabili di questi assalti che hanno svegliato gli inquilini delle case popolari. Ma nessuno ha visto niente. Sono le 3,30 quando arriva la prima segnalazione di un rogo. Una Lancia Y appartenente a un uomo che vive in zona viene incendiata al centro del piazzale interno al "ferro di cavallo".
Le fiamme avvolgono il mezzo e saranno i vigili del fuoco, nei minuti successivi, a spegnere tutto. Solo dopo molte ore la polizia arriverà ad identificare il proprietario. Passano due ore e alle 5.20 è scatta un nuovo allarme incendio, questa volta da via Tavo, giusto davanti al "Ferro di cavallo". Altre fiamme, un'altra auto a fuoco: è la Fiat Punto di proprietà di un uomo che vive in uno dei palazzi del complesso popolare. La stessa persone ha già ricevuto un altro "messaggio" dello stesso tipo, sempre ai danni della sua auto. A agosto, infatti, i vetri della Fiat Punto sono stati sfondati.
Stavolta si è andati oltre: l'auto è da buttare via. E pochissimi metri più avanti un altro veicolo ancora viene danneggiato: è una Lancia Y che il proprietario, anche lui residente lì, ritrova con il vetro in frantumi. Impossibile non svegliarsi, con tutto quel trambusto. E Francesca Di Credico, alla guida del comitato cittadino Per una Nuova Rancitelli, scende in strada, si interroga, condanna gli autori di questi assalti che se la prendono con le «persone perbene» e chiede aiuto alle istituzioni, tutte.
«Qui serve una postazione fissa delle forze dell'ordine», dice Di Credico che sollecita pure il ricorso all'operazione "Strade sicure", con l'intervento dell'esercito in questa porzione di città apparsa più volte fuori controllo, e l'altra notte ne è un esempio. «Quello che è successo è gravissimo. Poteva accadere una strage, o comunque i danni potevano essere ben più gravi, come è successo in via Trigno, quando sono andati a fuoco auto e motorini sotto a un palazzo. Mi chiedo dove sia finita la videosorveglianza annunciata e promessa dal Comune ma anche dove sia il sindaco Carlo Masci. Perché non è qui? Si attivi subito il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica», ha chiesto la rappresentante dei cittadini della zona, quelli perbene, che stasera riunirà il suo Comitato. Il suo pensiero va all'uomo che ha subito due attacchi alla Fiat Punto, andata distrutta l'altra notte. «Andrebbe trasferito» e per aiutarlo a comprare una nuova auto ci sarà «una raccolta fondi».
Stessa identica preoccupazione per Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio regionale e rappresentante del Movimento 5 stelle la cui storia politica è contrassegnata dalle battaglie per la sicurezza nelle periferie della città, non solo Rancitelli, dove è sempre stato presente.
C'era anche ieri e ha incontrato il proprietario della Fiat Punto per poi contattare il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, affinché a questa persona «venga assegnato dal Comune un altro alloggio, considerato quello che sta subendo. E andrebbe trovata un'altra casa anche alla donna che ha subito il rogo della macchina l'anno scorso. Non si può rischiare che capiti qualcosa di peggio, il problema va risolto. L'ho già chiesto venti giorni fa e mi dispiace usare la frase "Io lo avevo detto". Il prefetto si è mostrato sensibile, si sta interessando». Per Pettinari «il Ferro di cavallo è un inferno e quando non ci sono le forze dell'ordine, gli onesti restano soli e c'è da avere paura. D'altronde, qui hanno sparato, hanno ucciso». Il vice presidente del Consiglio regionale si è attivato anche in un altro modo, facendo immediatamente una donazione per consentire al proprietario della Punto di comprare una macchina e «mi auguro che facciano la stessa cosa anche le altre forze politiche». Da Antonio Blasioli, consigliere regionale del Pd, arriva invece l'appello a «trasferire altrove le 70 famiglie» del "Ferro di cavallo" che sono legittimate ad avere un alloggio, in modo da «ridare una vita tranquilla a queste persone, prima dell'abbattimento di questo complesso, che è già previsto. Non si può accettare che perda lo Stato e vincano le minacce e la violenza». Le indagini, intanto, proseguono. Dopo l'intervento della squadra volante, nell'immediato, la Mobile ha cominciato ad ascoltare i residenti. E proprio una di loro diceva in strada, ieri mattina, che «questa non è roba da bande rivali, non è mafia. E' qualcuno che vuole apparire, giovani che si divertono. Ma stanotte ci siamo spaventati, pensavamo che nella Lancia Y ci fosse qualcuno, morto o ferito e abbiamo lanciato più volte l'allarme», allertando anche il 118.

