Rancitelli, case tolte con le minacce: «Denunciate tutto»

Appello del comitato di quartiere dopo la restituzione di un alloggio a una donna: «Sono fenomeni frequenti»
PESCARA. «Giustizia è fatta», ma non può finire qui perché il fenomeno estorsivo, a Rancitelli, è «più ampio» rispetto al caso accertato e risolto positivamente nei giorni scorsi ed è importante «denunciare», per uscirne.
Il Comitato di quartiere "Per una nuova Rancitelli", guidato da Francesca Di Credico, esulta per la soluzione del caso di una donna che si è vista estorcere l'appartamento popolare da una coppia di malviventi, fino a essere costretta a vivere in uno scantinato. Mercoledì l'Ater, alla presenza dei carabinieri, ha riconsegnato l'appartamento alla donna, come disposto dall'autorità giudiziaria dopo che gli uomini dell'Arma, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro, hanno indagato sulla coppia di estorsori, rinviati a giudizio per questa vicenda.
«Sono episodi come questo che ci fanno ancora sperare, perché dimostrano che tutto è possibile con l’impegno, la coordinazione e la collaborazione di cittadini, istituzioni e forze dell’ordine», commentano positivamente dal comitato, guidato da Francesca Di Credico. «Quando la vittima trova il coraggio di denunciare nonostante le minacce, e viene protetta e sostenuta adeguatamente da forze dell’ordine e istituzioni, le battaglie per la legalità si possono vincere».
Ed è proprio quello che è accaduto alla donna che ha appena riottenuto il suo appartamento a Rancitelli. Se in un primo momento è stata messa all'angolo da chi si è impossessato del suo alloggio approfittando delle sue difficoltà economiche, poi ha alzato la testa e ha denunciato tutto.
In questo caso hanno svolto «un ottimo lavoro i carabinieri, in particolare quelli della caserma di via Lago di Borgiano» che il comitato ringrazia insieme «alla magistratura e soprattutto alla cittadina che ha subìto l’estorsione, perché ha denunciato le angherie subite». Ma non ci si può fermare qui. «Questi fenomeni sono più frequenti di quanto si creda e vanno di pari passo con altri fatti delinquenziali legati alle case popolari che, purtroppo, a volte vengono negati da istituzioni e autorità», dicono dal comitato invitando le vittime «a non avere paura, a uscire allo scoperto, a denunciare». Le segnalazioni dei residenti sono indispensabili, «altrimenti non si sa neppure chi si trova effettivamente negli alloggi», anche se «denunciare costa attacchi e ritorsioni a quanti hanno bisogno di una casa popolare». Se si verificano le estorsioni, è anche per «un disagio economico che costringe molti a rivolgersi a criminali approfittatori per cui devono essere le istituzioni a eliminare le cause di questo disagio», chiedono con forza i componenti del comitato "Per una nuova Rancitelli".
E se da una parte le istituzioni devono fare la propria parte, le vittime devono «rompere il muro dell'omertà, vincere la paura e farsi avanti».
Un appello, questo, reiterato nel tempo dal comitato, con la speranza che quanto accaduto nei giorni scorsi non resti un fatto isolato.
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