Rancitelli, concluso il progetto della Caritas

Bilancio positivo dell’iniziativa per avvicinare i residenti. E oggi il Comune incontra 25 associazioni
PESCARA. Un progetto a Rancitelli per Rancitelli. Ninive, questo il nome dell’iniziativa della Caritas, ha preso il via a marzo del 2016 e si è concluso pochi giorni fa con una giornata di festa all’interno del quartiere tra giochi, balli, karaoke e sfilate. Il bilancio è positivo, non solo dell’appuntamento finale ma anche di questo periodo trascorso in strada, con il camper, a contatto con chi vive in questa zona difficile, da sempre emarginata. Ma non è un percorso fine a se stesso, anzi. Proprio oggi il responsabile della Caritas, don Marco Pagniello, parteciperà a un incontro convocato dal vice sindaco Antonio Blasioli con 25 associazioni (ne sono state invitate 35). Ci saranno il sindaco Marco Alessandrini, che presiederà la riunione, Blasioli e gli assessori Antonella Allegrino e Giacomo Cuzzi. «E’ la risposta del Comune dopo la rissa delle scorse settimane in via Lago di Capestrano», spiega il vice sindaco, che ha lanciato l’idea di «una costituente per il quartiere». E l’incontro di oggi, dalle 9.30 nella ludoteca Thomas Dezi di via Lago di Capestrano, servirà proprio a capire come dar vita a questa assemblea, da aprire ai cittadini.
Intanto, in vista di nuovi interventi nella zona, la Caritas tira le somme del progetto Ninive. «Volevamo abitare in maniera in diversa quest’area, andare verso la gente del quartiere e non aspettare che accadesse il contrario», spiega don Marco. «E ci siamo occupati di coinvolgere chi si sente solo e scoraggiato. Certo il nostro servizio non può finire qui: c’è ancora molto da fare e noi dobbiamo esserci e far emergere la parte sana del quartiere, perché c’è. Come Caritas siamo dalla parte di chi vuole crescere e far crescere». Per il futuro bisogna decidere il da farsi e alcune indicazioni potrebbero emergere oggi, anche alla luce «dell’accantonamento», almeno per ora, del progetto per le periferie che destinava a Pescara 18 milioni. Ninive ha raggiunto gli obiettivi prefissati anche per Barbara Magliani, che si è occupata del coordinamento nella seconda annualità (il primo anno c’era Luigina Tartaglia). «Volevamo creare un clima di fiducia e ci siamo riusciti perché abbiamo riscontrato che sempre più persone si rivolgono a noi per chiedere aiuto, magari per l’inserimento lavorativo o per via dei problemi economici. Dovevamo fare da ponte, anche rispetto alle parrocchie, e abbiamo avviato un lavoro in questo senso». È andata bene anche la giornata finale, venerdì. «È stata una bella iniziativa con 200 partecipanti, e c’era chi ci ha seguito in questi anni. Certo, c’è ancora molto da fare ma è stato un primo passo». Ed è un bel segnale che «abbia partecipato anche chi vive al “ferro di cavallo”». Così come è positiva la rinascita del parco dell’infanzia: «Oggi è frequentato da famiglie e bambini. Prima da tossicodipendenti». (f.bu.)

