Rancitelli, rapina un telefonino Condannato a 3 anni e 4 mesi

12 Gennaio 2022

PESCARA. Condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione per un giovane marocchino di 24 anni, Fouad Boujarmoune, che il 29 marzo dello scorso anno venne arrestato nella quasi flagranza di reato per...

PESCARA. Condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione per un giovane marocchino di 24 anni, Fouad Boujarmoune, che il 29 marzo dello scorso anno venne arrestato nella quasi flagranza di reato per una rapina compiuta ai danni di un tossicodipendente nel complesso noto come Ferro di cavallo, a Rancitelli. Assistito dall’avvocatessa Gianna Giannini, al giovane sono state riconosciute le attenuanti generiche, ma il giudice ha disposto per lui anche l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
L’episodio si verificò la sera del 29 marzo a Rancitelli, quando la vittima venne avvicinata con la scusa di sapere l’ora. Quando il malcapitato estrasse il cellulare dalla tasca, repentinamente l’imputato glielo strappò dalle mani dandosi alla fuga, mentre al suo fianco c’era un altro giovane, italiano, che la vittima conosceva, e nei cui confronti il tribunale ha proceduto con un diverso giudizio. Il derubato rincorse i due, ma quando bloccò il rapinatore, quest’ultimo venne aiutato dall'amico e i due riuscirono a fuggire.
La parte offesa non si perse d’animo e bloccò quindi un’auto dei carabinieri che fortunatamente passava nella zona (sorvegliata sempre con maggiore frequenza dalle forze dell’ordine), che si mise subito alla ricerca dei due dopo aver raccolto i primi indizi.
Ma qualche minuto dopo, inaspettatamente, i due giovani tornarono nella stessa piazza del Ferro di cavallo, e fu allora che la vittima bloccò l’amico italiano che però non aveva con sè il cellulare. Così il rapinato rincorse inutilmente il marocchino che era nelle vicinanze e che, però, si allontanò velocemente.
Ma per fortuna i carabinieri, che giravano in zona alla ricerca dei due, tornarono anche loro nello stesso posto e proprio mentre il giovane straniero scappava riuscivano prontamente a bloccarlo e a ritrovare il cellulare che era stato nascosto nel marsupio dell’imputato.
L'altro rapinatore italiano, davanti al gup, scelse il rito ordinario e ha risarcito la parte offesa con 150 euro, tornando in libertà, mentre il marocchino, che nel frattempo, subito dopo l'arresto, era stato sottoposto al divieto di dimora nella provincia di Pescara, dovrà ora scontare la pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione inflittagli dal giudice monocratico, Rossana Villani.
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