Rancitelli, tornano le minacce: distrutta l’auto di un residente

27 Agosto 2020

Danneggiati lunotto e vetri laterali di una Punto, la vittima aveva denunciato i soprusi nel quartiere E Pettinari (M5S) torna all’attacco: «Bisogna liberare gli alloggi popolari da spacciatori e abusivi»

PESCARA. Nei giorni precedenti le minacce verbali, per poi arrivare al gesto intimidatorio con il danneggiamento di un'auto. È quanto accaduto ieri a un residente nel Ferro di cavallo, che ricalca perfettamente un altro episodio verificatosi lo scorso novembre.
Un cittadino che abita a Rancitelli ha ritrovato la sua auto, una Fiat Punto, parcheggiata la sera precedente nel cortile, con il lunotto posteriore e i vetri laterali completamente rotti. L'uomo, regolarmente titolare di uno degli appartamenti delle case popolari di via Tavo e che fa parte del comitato “Per una nuova Rancitelli”, nei giorni scorsi era stato minacciato e apostrofato come «infame, perché evidentemente individuato, dai criminali che pretendono di governare il nostro quartiere con la violenza e con le intimidazioni», commentano dal comitato presieduto da Francesca Di Credico, «uno di quelli che non abbassa la testa di fronte a tutto ciò che succede nel Ferro di cavallo e nel resto di Rancitelli». Di fronte all'amara scoperta, la vittima ha allertato la polizia che è intervenuta con la squadra volante, la squadra mobile e la scientifica per tutti i rilievi del caso. «È stato colpito un uomo che ha avuto sempre il coraggio di raccontare quello che accadeva e che forse non è stato protetto adeguatamente in un quartiere dove negli ultimi dieci anni siamo stati costretti a fare i conti con due omicidi e innumerevoli episodi di violenza», affermano ancora dal comitato. Fortemente amareggiata e stanca di «promesse, passeggiate simboliche e manifestazioni inutili fini a se stesse», l'associazione “Per una nuova Rancitelli” rinnova le sue richieste a Comune e Regione relative all'installazione di impianti di videosorveglianza e presidi fissi delle forze dell'ordine, con impegni concreti, date e scadenze ben definite. «Il lockdown, come abbiamo denunciato nei mesi scorsi», aggiungono i residenti «non ha fatto altro che aggravare la situazione dei cittadini onesti che continuano a vivere in ostaggio di chi delinque. Non si può più andare avanti così».
A manifestare la sua solidarietà nei confronti della vittima, anche il vicepresidente del consiglio regionale Domenico Pettinari che in un video su Facebook accusa Regione e Comune e in particolare il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia, «il partito che si autoproclama “dell’ordine” che palesa il suo più grande fallimento proprio nella gestione delle periferie. Le case del Ferro di cavallo sono Ater e quindi di proprietà della Regione Abruzzo, eppure negli alloggi rimangono occupanti abusivi e delinquenti», evidenzia il consigliere pentastellato che etichetta le operazioni di sfratto eseguite negli ultimi mesi come un bluff. «Le case popolari vanno assegnate alle persone perbene, oneste e che hanno reale bisogno. Invece ci vivono ricchissimi spacciatori che vengono mandati via con sfratti farsa e che dopo poche ore rioccupano le abitazioni perché agli sgomberi non seguono nuove assegnazioni. La legge regionale 96/96 parla chiaro», aggiunge «e prevede la competenza del Comune che, in collaborazione con la Regione, può emanare i provvedimenti di decadenza di assegnazione qualora non ci siano più i requisiti».
Pettinari rilancia il suo appello a Regione e Comune a «liberare da chi non ha diritto gli alloggi, assegnarli a famiglie in graduatoria, che aspettano da troppi anni e a intervenire massicciamente per contrastare lo spaccio dei mercanti di morte. Oggi un altro cittadino onesto ha pagato il dilagare della criminalità», conclude il consigliere regionale che annuncia un'iniziativa imminente per accendere i riflettori sul quartiere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA