Ranghelli condannato Il giudice: diffamò tre del Pd

7 Dicembre 2014

SPOLTORE. Condannato per diffamazione l’ex sindaco di Spoltore Franco Ranghelli, per aver accusato nel 2010 durante un consiglio comunale tre avversari, tacciati di essere «una notoria cricca...

SPOLTORE. Condannato per diffamazione l’ex sindaco di Spoltore Franco Ranghelli, per aver accusato nel 2010 durante un consiglio comunale tre avversari, tacciati di essere «una notoria cricca politica» e «oligarchia disonesta e amorale». Le parti offese che Ranghelli dovrà risarcire con tremila euro, oltre a dover pagare le spese legali e un’ammenda di 900 euro, sono l’ex sindaco Donato Renzetti, nel 2010 segretario Pd, l’ex assessore Nando Capuzzi e il suo ex vicesindaco Lucio Matricciani, oggi presidente del consiglio. I tre, tutti del Pd, hanno già annunciato che i tremila euro saranno dati in beneficenza.

Il giudice di pace di Pescara ha pronunciato la sentenza al termine dell’udienza che si è tenuta giovedì, l’ultima del procedimento avviato in seguito alla querela presentata dai tre all’indomani del consiglio, in cui l’allora sindaco Ranghelli ha scritto e pronunciato le frasi dal contenuto ritenuto offensivo, al di là dello scontro politico. Il dibattimento è stato incentrato più che altro sulle prove documentali, avendo l’ex sindaco messo nero su bianco le parole incriminate dando risposta scritta a un’interpellanza presentata a marzo 2010 dall’allora consigliere Capuzzi, su alcune questioni relative all’Arca. Nella risposta, letta al microfono al consiglio del 31 maggio dello stesso anno, Ranghelli ha dedicato a Capuzzi, a Renzetti e Matricciani espressioni del tipo «notoria cricca di Spoltore», «ciarlatani e fomentatori incalliti morsi da odio e strani interessi», «impegnati a fare gli interessi vostri e sono tentato a pensare a interessi molto particolari», «se il Pd di Spoltore è governato da un’oligarchia disonesta e amorale non avrà futuro», «compari di merenda», per poi invitare Capuzzi «a togliere il disturbo con la sua banda di compari». Parole nelle quali il tribunale ha riconosciuto la fondatezza della diffamazione nei confronti dei tre, difesi dal legale Sergio La Rocca. L’ex sindaco Ranghelli è stato difeso dalla sorella, avvocato Cinzia Ranghelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA