Rapina al negozio, il direttore: così abbiamo braccato il bandito

Il responsabile del punto vendita di San Donato ripercorre l’assalto con il malvivente armato di coltello Il 40enne inseguito in strada fino all’arrivo della polizia. Sfogo dei clienti: troppo degrado nella zona
PESCARA. «Certo che abbiamo paura. Le rapine accadono ovunque, questo quartiere è quello che è, ma se uno capita nel bel mezzo di una situazione del genere sicuramente rimane traumatizzato». È lo sfogo dei clienti il giorno dopo il colpo ad Acqua & Sapone, di San Donato, che ha fruttato 270 euro al rapinatore, K.I., un italiano di 40 anni, arrestato durante la fuga verso casa dai poliziotti della squadra mobile, guidati dal vice dirigente Mauro Sablone intervenuti sul posto insieme agli agenti della volante, coordinati dal vice questore aggiunto, Pierpaolo Varrasso. L'uomo, che ha precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona, è attualmente in carcere.
Intanto nel negozio della catena di saponi e profumi ieri pomeriggio si respirava un’atmosfera di relativa tranquillità dopo lo scossone vissuto dal direttore dell’attività e dai dipendenti, lunedì scorso, quando hanno visto entrare il 40enne con il cappuccio in testa e un coltello da cucina in mano brandito per minacciare la cassiera e farsi dare i soldi, prima di darsi alla fuga. Ieri la cassiera, sicuramente sotto shock dopo l’accaduto, non era al lavoro, ma a casa. «È il suo giorno di riposo, sta bene», le parole rassicuranti del direttore che non parla volentieri di quanto accaduto. Dice soltanto: «Andiamo avanti, io stanotte ho cercato di dormire. Queste cose accadono ovunque e da noi è successo anche altre volte. Purtroppo non possiamo mai sapere chi entra e che intenzioni ha».
Subito dopo aver arraffato il bottino, il malvivente è scappato e il responsabile dell’attività, senza pensarci due volte, mostrando sangue freddo, si è lanciato al suo inseguimento: «Non l’ho fatto solo io», racconta, «c’erano altre persone della zona che hanno fatto lo stesso», cercando di bloccare il fuggitivo. «Poi sono arrivate le forze dell’ordine e lo hanno fermato e ora è in carcere, lo hanno preso» conclude, tirando un sospiro di sollievo. I clienti passano alla cassa, scambiano qualche parola col responsabile del negozio, ma prima di andare via riflettono: «Certo, quando succedono queste cose la paura c’è sempre».

