Rapina con la pistola «Dammi l’auto, te la ridò»

25 Settembre 2017

Un bandito di 60 anni fa scendere la conducente e si fa consegnare la Punto Rassicura la vittima sul ritrovamento del mezzo in centro. Ma è arrivato in Molise

PESCARA. È un uomo attempato, tra i 60 e 70 anni, il rapinatore che due sere ha rubato l’auto a una donna minacciandola con una pistola. Un colpo dalle modalità piuttosto insolite visto che l’uomo ha spiegato di avere bisogno del veicolo e ha assicurato che l’avrebbe fatto ritrovare in zona. In realtà ha abbandonato il mezzo in provincia di Campobasso, dove è stato recuperato.
La vittima è stata avvicinata mentre era ferma con l’auto lungo via Raffaello. Stava parlando al telefono, attorno alle 21, quando il malvivente si è avvicinato alla Punto grigia e ha mostrato la pistola. Poco conta che fosse vera o finta. L’ha usata per minacciare la donna, una sessantenne di Montesilvano, e per chiedere ciò che voleva. Dando del lei alla vittima ha spiegato rapidamente che la macchina gli serviva per spostarsi e che l’avrebbe fatta ritrovare nelle vicinanze. La donna, di fronte alla pistola, non ha avuto scelta. È scesa dalla macchina e l’ha consegnata allo sconosciuto. Ha visto la Punto allontanarsi in direzione della stazione ferroviaria e si è messa in contatto con la sala operativa della questura, segnalando l’accaduto. Nel giro di poco la Punto è scomparsa dalla circolazione e, nonostante le rassicurazioni del rapinatore, non è stata ritrovata in zona, anzi. Nella giornata di ieri, grazie all’impianto satellitare installato sull’auto, il mezzo è stato individuato nella zona di Campobasso dai carabinieri.
La donna ha fornito agli uomini della squadra volante alcuni elementi per tentare di rintracciare il responsabile della rapina. Lo ha descritto come una persona dalla corporatura normale e un po’ avanti con gli anni. Per la vittima non è escluso che l’uomo raggiunga i settant’anni. L’altra sera aveva degli occhiali da vista e indossava un giubbotto scuro. Alla sessantenne è rimasto impresso anche il cappello da pescatore dello sconosciuto. Ora tocca alla polizia cercare di dare un nome al rapinatore che potrebbe aver percorso un tratto sotto le telecamere, prima di raggiungere la vittima. E le riprese potrebbero aiutare notevolmente gli investigatori. Altri elementi potrebbero arrivare dall’auto, su cui potrebbe aver lasciato delle tracce. Da capire, poi, l’uso che ne ha fatto il bandito. (f.bu.)
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