Rapina la banca con la pistola giocattolo

24 Marzo 2017

Un finto operaio si fa consegnare 18.200 euro dal personale dalla Popolare di Bari di viale Petruzzi e fugge a piedi

SANT’ANGELO. Un rapinatore solitario, armato semplicemente di una pistola giocattolo, è riuscito a racimolare un bottino di 18.200 euro, ieri mattina. Non ha faticato molto a farsi consegnare i soldi dal personale della Banca popolare di Bari di Città Sant’Angelo, in viale Petruzzi e, dopo aver preso i soldi, si è allontanato senza incontrare alcun ostacolo. Ora lo cercano i carabinieri, che hanno avviato le indagini per risalire alla sua identità.

La ricostruzione dei fatti arriva proprio dagli uomini dell’Arma della compagnia di Montesilvano, che hanno ricevuto la segnalazione quando il colpo era stato già messo a segno. In banca, poco prima di mezzogiorno, c’erano la cassiera, la direttrice e una cliente. L’uomo si è presentato vestito da operaio: indossava, infatti, una tuta simile a quella degli addetti dell’Anas, un abbigliamento che non rischia di destare sospetti, almeno in un primo momento. Ha cercato in tutti i modi di nascondere i lineamenti: aveva degli occhiali scuri, un berretto e il cappuccio della tuta in testa. Una volta dentro ha estratto una pistola, che ha usato per minacciare le persone presenti. E ha chiesto di avere i soldi in cassa. Non ha incontrato resistenza, anzi. Si è visto consegnare il denaro, esattamente come voleva, per cui ha preso i soldi ed è uscito. Ha percorso sicuramente un pezzo di strada a piedi, dopodiché di lui si sono perse le tracce. È possibile, quindi, che ci fosse un complice, a poca distanza dalla banca, che potrebbe averlo atteso in auto durante la rapina per facilitare la fuga da viale Petruzzi e non dare troppo nell’occhio.

L’intervento dei carabinieri (coordinati dal capitano Vincenzo Falce), ha consentito di appurare che la pistola del rapinatore non avrebbe sparato. Si trattava di un giocattolo, e lo dimostra il fatto che l’allarme installato all’ingresso non si è attivato al passaggio dell’uomo. Ma in quei minuti di terrore le donne finite sotto tiro hanno pensato solo a seguire le sue indicazioni, per non correre rischi. Ora i carabinieri devono cercare di identificare l’autore del colpo, anche grazie alle immagini riprese dalle telecamere.

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