Rapinati durante la movida Bullo condannato a 6 anni

17 Aprile 2015

Ventunenne accusato di due aggressioni a minorenni, il pm aveva chiesto 12 anni A capo di una baby gang, aveva picchiato e derubato le vittime di soldi e telefonino

PESCARA. Con la scusa di voler acquistare biglietti per entrare in una discoteca, aveva convinto un minorenne a entrare in macchina ripagandolo con calci e pugni. E’ questo uno degli episodi di violenza e di rapina per cui era stato arrestato ai domiciliari Elvis Neziri, 21enne nato in Serbia e residente a Pescara, perno di una baby gang di sei giovanissimi che nel 2014 era stata arrestata per aggressioni, pestaggi a caso e rapine tra Pescara vecchia e altre zone della città. Per Neziri, all’epoca 20enne, è arrivata la condanna a sei anni; il pm Giuseppe Bellelli aveva chiesto per il giovane 12 anni.

In particolare, Neziri è stato condannato per due rapine commesse il 29 marzo 2014 nei confronti di un 17enne pescarese e il 19 aprile 2014 ai danni di un giovane albanese. La condanna riporta al maggio 2014 quando la baby gang composta dal maggiorenne e da alcuni minorenni era stata incastrata dalla Squadra mobile di Pierfrancesco Muriana accusata di aver seminato il terrore nelle notti del divertimento con pugni e calci a malcapitati finiti, poi, all’ospedale. Successivamente, erano stati i carabinieri a indagare ancora sul giovane serbo, raggiunto da un arresto bis perché beccato ancora, secondo i militari, ad aggredire e rapinare due giovani di fronte a un locale in viale Pindaro e a Pescara vecchia. Per Neziri, ieri, è arrivata la condanna relativa alla prima ordinanza di custodia cautelare.

Nel primo episodio, il giovane, insieme ad altri minorenni, era stato accusato di aver adescato un 17enne di fronte a una discoteca e, con la scusa di voler acquistare biglietti per l’ingresso, l’aveva portato in un luogo isolato, rubandogli il telefonino e 150-200 euro e riempiendolo poi di schiaffi, pugni e calci per abbandonarlo, quindi, per strada. Il ragazzo era riuscito, infine, a raggiungere un’abitazione a piedi per chiedere aiuto e andare in ospedale. Nel secondo episodio, il ventenne – sempre in concorso con altri minori – avrebbe offerto un passaggio a un giovane sempre minorenne che, una volta salito a bordo dell’auto, sarebbe stato condotto in un luogo isolato, minacciato con un cacciavite alla gola e colpito con calci e pugni e derubato del portafoglio. Lasciato in strada, il minorenne era riuscito a contattare il fratello maggiore per andare in ospedale. Ieri, per il serbo è arrivata la condanna a sei anni.

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