Rapinato a 100 anni dopo aver ritirato la pensione

L’anziano aveva appena prelevato i soldi all’ufficio postale di via Carducci Un uomo lo ha seguito in bicicletta, gettato a terra e derubato in via Roma
PESCARA. Sapeva di avere di fronte un uomo indifeso, un anziano di cento anni dalla corporatura esile, che si muove lentamente. Ed è per questo che ha scelto lui, come vittima. Ha seguito il centenario dopo il prelievo della pensione e lo ha rapinato, in un centro città dove gli episodi di violenza si susseguono, dalle botte ai minorenni in via Carducci alla rapina del cinese in piazza Primo Maggio passando per la spaccata al Mood Cafè, sotto i portici di piazza Salotto.
È accaduto il 5 novembre, in pieno centro. E ieri, esattamente a un mese a distanza dai fatti, gli uomini della squadra mobile hanno notificato un provvedimento di arresto nei confronti del presunto autore, un 65enne originario di Cagliari che da tempo si è stabilito a Pescara, Elio Melis. L’uomo (che è già in carcere per altro) deve rispondere di rapina aggravata non solo dall’età della vittima ma anche dalla circostanza di essere stata commessa in danno di una persona che aveva appena fruito dei servizi dell’ufficio postale.
Il “colpo” viene ripercorso dagli uomini della Mobile, diretti da Dante Cosentino. Sono le 16.30 quando A.C., 100 anni compiuti, raggiunge l’ufficio postale di via Carducci (nella foto). Deve ritirare la pensione e l’indennità di accompagnamento della moglie. Una volta eseguita l’operazione si avvia verso casa, in via Roma. Non si accorge che un uomo in bicicletta lo sta tenendo d’occhio già da un po’, dal momento in cui ha infilato nel giaccone i soldi ritirati all’ufficio postale. Mentre l’anziano procede lentamente a piedi sotto i portici del centro, l’altro lo segue a distanza in bicicletta, gli ronza attorno senza dare troppo nell’occhio. Quando arriva a casa e apre il portone il rapinatore gli salta addosso aggredendolo alle spalle e lo scaraventa a terra. Lo sconosciuto fruga nelle tasche e prende i circa duemila euro riposti poco prima, dopodiché sale sulla bici che ha lasciato momentaneamente in strada e si allontana. Non si rende conto, però, che il suo passaggio è stato filmato dalle telecamere di videosorveglianza installate nella zona, apparecchi preziosi per gli investigatori della Mobile.
Subito dopo l’aggressione l’anziano resta a terra dolorante. Si lamenta. Se ne accorge il figlio che in quegli istanti si trova a casa dei genitori per cui lo raggiunge e lo soccorre. Viene allertata la polizia che arriva con una pattuglia della squadra volante. L’anziano non ne vuole sapere di andare in ospedale, nonostante i dolori e il grande spavento. Dolori che ancora oggi lo accompagnano, come racconta il figlio. «Per come poteva andare sta bene», dice l’uomo pensando alla «sospetta frattura del bacino» ipotizzata in un primo momento per il padre. La vittima ha saputo dell’arresto, «ma in ogni caso non recupera i soldi», aggiunge. E quel giorno non si è accorto di essere seguito, pur essendo «lucidissimo».
Per quanto possibile ha collaborato alle indagini. Ha ricostruito l’accaduto ai poliziotti e ha fornito una descrizione approssimativa dell’aggressore. Uno dei primi passaggi è stata l’acquisizione delle riprese delle telecamere dei negozi del centro. E quei filmati sono stati fondamentali perché mostrano il 65enne che cammina in strada e l’aggressore che lo controlla senza avvicinarsi troppo, mentre pedala sulla sua bici oppure la spinge a mano. La polizia capisce subito che potrebbe trattarsi di Melis, volto noto alle forze dell’ordine anche per altre rapine per cui perquisisce subito la casa e trova dei capi di abbigliamento compatibili con quelli dell’aggressore e una sacca per la biciclette. Il mezzo, invece, viene scovato vicino l’abitazione. Melis ammette di essere stato lui e spiega che lo ha fatto per problemi economici. Nei suoi confronti scatta così il provvedimento di arresto del giudice per le indagini preliminari Elio Bongrazio (il sostituto procuratore è Paolo Pompa).
©RIPRODUZIONE RISERVATA

