Rapposelli insiste: il partito doveva bacchettare Cremonese

Clima avvelenato nella maggioranza in vista del confronto con il coordinatore regionale Sigismondi Il capogruppo se la prende anche con Carota: «Giustifica l’operato inaccettabile dell’assessore»
PESCARA. I toni concilianti e le strette di mano dell’inizio del mandato amministrativo sono un lontano ricordo in Fratelli d’Italia. Dopo il duro botta e risposta tra il capogruppo Fabrizio Rapposelli e l’assessore al turismo, commercio e grandi eventi Alfredo Cremonese, messo sotto accusa per una delibera sulla riorganizzazione del mercato abusivo di San Giuseppe e sui ritardi nei lavori di messa in sicurezza dell’altra struttura in via dei Bastioni, a Porta Nuova, il clima tra i rappresentanti cittadini del partito di Giorgia Meloni è ormai avvelenato.
In vista del confronto, già formalizzato, con il coordinatore regionale Etelwardo Sigismondi, che con tutta probabilità si terrà tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima, il capogruppo Rapposelli, pur dicendo di apprezzare «l’apertura al dialogo e al confronto» del coordinatore provinciale Stefano Cardelli, «che da buon ex assessore al commercio ben conosce le problematiche poste sul tavolo», continua a contestare «l’assenza di dialogo dell’assessore al commercio con la commissione delegata presieduta dal suo stesso partito e l’adozione di delibere arbitrarie che non vengono condivise né con il suo capogruppo né con il consigliere Massimo Pastore né con qualunque altro consigliere di maggioranza». Al punto da evidenziare come, in realtà, dai vertici locali del suo partito si sarebbe aspettato «una reprimenda nei confronti dell’assessore» in quanto «non è ulteriormente accettabile la posizione di un assessore che non informa neanche il proprio capogruppo».
In riferimento alle parole del coordinatore cittadino Roberto Carota che, il giorno precedente, aveva attribuito le tensioni tra Rapposelli e Cremonese, che inevitabilmente si ripercuotono sulla maggioranza del sindaco Carlo Masci, al mancato rimpasto in giunta e quindi alla sostituzione mai portata a termine dell’assessore Mariarita Paoni Saccone con Romina Faricelli, considerata molto vicina al capogruppo, Rapposelli ci va giù duro: «Tentare di sminuire le problematiche oggettive inerenti i mercati di Pescara riducendole a “fattarelli” di paese, riconducibili a presunte diatribe personali di bassa lega, come ha fatto il coordinatore cittadino nella vicenda Cremonese, significa non conoscere i fatti, significa non essere neanche interessato al governo della città, significa voler denigrare anche il ruolo stesso del consigliere comunale, specie di maggioranza». Il capogruppo, quindi, arriva a chiedere al partito «un chiarimento su un doppio binario: quello strettamente personale e quello più generale che riguarda l’amministrazione».
«In quanto eletto dal popolo e avendo ricevuto un mandato elettorale dai cittadini», sottolinea Rapposelli, «ho il dovere morale e l’obbligo di attenzionare ed evidenziare innanzitutto le problematiche che fanno capo a un mio assessore che, evidentemente, dopo 14 mesi, non ha ancora capito quali siano i ruoli all’interno dell’amministrazione comunale, non ha capito che ha il dovere, e non la facoltà, a fronte di determinate scelte che incidono sul tessuto cittadino, di coinvolgere tutti i consiglieri di maggioranza e soprattutto la commissione che fa capo alle sue deleghe, commercio e mercati. Quando l’assessore, invece, decide sistematicamente di non condividere le sue scelte, vuol dire che non ha capito come si esercita la carica affidatagli dopo 14 mesi di rodaggio». Infine qualche stoccata nei confronti di Carota: «Sconcerta leggere un coordinatore che invita un consigliere comunale a lavare i panni sporchi in famiglia, escludendo dunque il territorio che pure ci ha eletti per governare nell’interesse dei cittadini. L’invito che rivolgo è di non provare ad accampare inesistenti antipatie personali per giustificare l’inaccettabile operato del suo assessore».
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