Rastrelliere a singhiozzo e la bici si lega ai pali

Catene e lucchetti ai lampioni, ai tubi dell’acqua e ai segnali stradali Da Nord a Sud la mappa dei posti-sosta, che il Comune vuole incrementare
PESCARA. «Attenzione ai ladri: se non vuoi che ti venga rubata la bici o parti di essa, questo è il modo per evitarlo!». Le istruzioni del manifesto, scritto da mano ignota e affisso sui muri esterni della stazione ferroviaria centrale, indicano che l’antifurto per le biciclette non è solo anteriore, ma è anche posteriore. Le catene si fanno passare dal telaio e devono coinvolgere ruote e sellino agganciate alle rastrelliere e ai nuovi stalli. Che in città stanno aumentando, ma insieme alle polemiche dopo le multe a chi, per legare la bicicletta ai pali della riviera, invade le nuove aiuole: «Se Pescara vuole avere l’ambizione di paragonarsi alle città del nord che per cultura e tradizione usa la bici come degno mezzo sostitutivo dell’automobile deve adeguarsi anche con gli stalli».
Ma da nord a sud, dov’è che sono concentrate maggiormente le rastrelliere, e dove invece, sono assolutamente carenti?
Sulla strada parco sono inesistenti malgrado il frequentato tracciato della pista ciclabile. Nelle altre zone della città, da corso Umberto, piazza Sacro Cuore, corso Vittorio nei pressi delle Poste centrali e vie limitrofe fino a Pescara vecchia, il Comune sta posizionando, a scaglioni, i nuovi stalli di alluminio verniciato di nero. Il design è firmato dall'architetto del settore Mobilità del Comune Pier Giorgio Pardi, che si è ispirato a progettazioni già esistenti. «Il Comune», annuncia Pardi, «sta rifornendo le vie centrali e di Portanuova di 276 nuovi stalli (si possono bloccare due biciclette per ogni stallo), per una spesa di 50 mila euro, che vanno ad aggiungersi ai 138 stalli impiantati lo scorso anno. Le vecchie rastrelliere, una quarantina, di ferro zincato, che resistono meglio alla salsedine, saranno spalmate lungo la riviera negli stabilimenti dove mancavano e nelle vicinanze delle spiagge libere. Ma non saranno fissate a terra, perchè in autunno saranno di nuovo prelevate e posizionate davanti gli istituti scolastici e nelle periferie».
Gli studenti dell’artistico Misticoni - Bellisario di sicuro non possono andare a scuola in bici, altrimenti dovrebbero abbandonarla per strada perchè davanti all’istituto non vi è ombra di rastrelliere. Ci sono invece davanti al classico D'Annunzio. In viale Kennedy , come in tante altre zone della città, l’unico posto per le bici sono i pali della luce (il Comune rassicura che «al momento queste infrazioni non sono multabili»") anche se verso viale Muzii (dove le strisce pedonali appena rifatte sono già sbiadite) i portabici si intravedono. Ci sono in viale Bovio e anche all'interno e all'esterno del parco di Villa Sabucchi, ma le bici sono comunque legate ai lampioni e ai cespugli. E ci sono anche davanti al parco di Santa Caterina, a due passi dalle vie dello shopping.
Tra via Mazzini (dove sfrecciano le automobili su strade chiuse al traffico) e via Battisti, mezzi a due ruote sono attaccati ai cartelli dell’isola pedonale e a quelli di divieto di accesso.
Davanti al mercato di piazza Muzii, angolo via Clemente De Cesaris, ci sono gli stalli nuovi di zecca, ma le bici sono appoggiate davanti ai cancelli di una villetta privata e abbracciate a un lampione. Biciclette sui marciapiedi, o assicurate alle cassette postali in via De Amicis di fronte allo sportello Poste Italiane.
A piazza Unione, le rastrelliere si trovano di fronte all’auditorium De Cecco (a fianco, in largo dei Frentani, sotto al palazzo del settore Lavori Pubblici della Regione, una selva di motocliclette invade i marciapiedi) e accanto al degradato monumento a Flaiano. Girando l'angolo, in via Petronio, una bici è legata ai tubi dell'acqua piovana di un edificio. In piazza Garibaldi le bici sono legate agli alberi, malgrado le rastrelliere si trovino appena dietro il monumento ai Caduti.
Non mancano posti bici in via Cincinnato, di fronte alla caserma della Guardia di finanza, e di fronte alla biblioteca D'Annunzio, al Comune , al palazzo della Provincia e al Conservatorio di palazzo Mezzopreti. All’ospedale il manager Armando Mancini, che si muove in bici, ha fatto installare diverse rastrelliere agli ingressi. «Ma in città ci vorrebbe anche un parcheggio di scambio per affittare le bici come accade al nord», afferma Adriana Caravaggio, una residente, mentre ritira la due ruote accanto alla postazione di controllo dell'accettazione.
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