Rastrelliere per bici Scoppia la polemica: balneatori in Comune

Il caso dopo la richiesta di Masci di sistemarle negli stabilimenti Gli operatori: non abbiamo spazi, gli stalli vanno sulla riviera
PESCARA. Rastrelliere per le biciclette: dove le metto? Niente “ferraglia” sul lungomare. Il Comune, per ragioni di decoro ai tempi della Bandiera Blu, le vorrebbe all’interno degli stabilimenti balneari, posizionate in apposite aree riparate e sicure. Ma i balneatori sono divisi: «Non tutti i lidi hanno spazi sufficienti» per ospitare decine di due ruote allineate una accanto all’altra, monopattini compresi. Le associazioni dei commercianti e dei balneatori, sollevano obiezioni: «Il lungomare deve avere gli stalli. I cittadini non possono chiedere di posteggiare le bici all’interno di strutture balneari non frequentate come clienti». Ma il sindaco Carlo Masci taglia corto: «Anche gli stabilimenti più piccoli hanno 20-30 metri quadri per ospitare le bici dei clienti in sicurezza». La questione è stata affrontata ieri dalla commissione delle Attività Produttive presieduta da Fabrizio Rapposelli che in una nota, firmata anche dai consiglieri del Pd, Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti e Giovanni Di Iacovo, argomenta: «L’ovvia riduzione di posteggi spingerebbe le persone a legare la bicicletta ovunque, con un effetto degradante per la città che nessuno vuole. Ci aspettavamo il potenziamento» degli stalli «sul lato monte». In Commissione c’erano anche Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio; Mario Troisi, referente di Confesercenti e Carmine Salce, direttore Cna. Quest’ultimo riflette sul fatto che «i con l’estensione delle piste, crescerà il numero delle biciclette. Gli stalli servono anche sulla riviera: i cittadini non possono chiedere ospitalità per le bici laddove non sono clienti». Puntualizza Masci: «I marciapiedi devono restare ad uso esclusivo del pedone». Una volta liberati, gli stalli saranno rimossi e trasferiti altrove. Lato monte? Il sindaco non si sbilancia: «Vedremo, ma posso assicurare che nessuno resterà senza rastrelliere che, peraltro, saranno aumentate di numero».
Riccardo Ciferni, titolare di Trieste, ammette che «l’idea del Comune non è sbagliata e che il decoro è necessario in una città che ha grandi ambizioni. Ma non tutte le concessioni hanno spazi. Ci adegueremo, ma non è pensabile ospitare centinaia di bici». In linea, Manolita Caldora, a capo del Jambo beach resort: «Senza spazi, stiamo ragionando sul da farsi». Stefano Cardelli, titolare del Nettuno beach, ha già risolto: «Pronta un’area che può ospitare fino a 60 veicoli, tra biciclette e monopattini».
Infine, l’assessore alla Viabilità, Luigi Albore Mascia, annuncia, la riapertura, da ieri, della pista ciclabile lungo la riviera, nel tratto Aurora e la Croce del Sud. Il cantiere per il wi-fi sarà chiuso venerdì 28 maggio.

