Ravasco, cento studenti in piazza «Dove faremo gli esami di Stato?»

5 Febbraio 2020

Protesta di ragazzi e genitori davanti allo storico istituto di viale Bovio dopo la decisione di ridurre l’attività dal prossimo anno scolastico. Oggi incontro con il presidente del consiglio regionale Sospiri

PESCARA. Le mamme accanto alle figlie. Insieme, hanno protestato in strada, ieri mattina, davanti all'istituto Ravasco di viale Bovio, per chiedere alle istituzioni regionali un aiuto per non far morire la scuola che a giugno chiude due rami di studio, la media e il liceo (per complessivi 140 studenti) perché non ci sono più iscritti e nemmeno più fondi per tirare avanti, malgrado «i sacrifici delle suore per garantire l'attività didattica e l'opera educativa» in tempi di magra.
Oggi genitori e studenti incontreranno, nella sede di piazza Unione, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri (che ha già avuto un incontro informale con alcuni di loro), al quale sarà richiesto un «contributo» laddove possibile «almeno per concludere il triennio».
Gira intorno a questo passaggio, infatti, la contestazione delle famiglie e degli alunni degli ultimi tre anni di liceo. «Al Ravasco», spiegano le mamme durante il sit-in, «ci sono indirizzi unici, liceo classico delle comunicazioni, liceo delle scienze umane a indirizzo sportivo e a indirizzo giuridico-economico, che non si trovano in nessun'altra scuola. Per queste ragioni, li abbiamo scelti. Adesso, con l'annunciata chiusura dei rami di studio a giugno, il problema è che non sappiamo in quale altra scuola portare i nostri figli. Non solo: i ragazzi del quarto anno costretti a chiudere anticipatamente il corso di studi, dove faranno gli esami di Stato?».
Ecco gli interrogativi che dilaniano genitori e studenti, un centinaio ieri a manifestare davanti all'istituto di viale Bovio con tanti cartelli issati in alto: «Se l'istruzione vi sembra un costo, provate l'ignoranza», «Contiamo sulla famiglia», «Perché al Ravasco ci hanno insegnato che i problemi si affrontano insieme».
E invece famiglie e studenti sostengono di sentirsi soli a gestire questa situazione. «La preside ci ha ricevuti stamani (ieri), ma non ci ha dato alternative. Nessuna altra spiegazione neppure nell'incontro di sabato scorso, durante il quale ci è stata ufficializzata la chiusura di parte della scuola».
Secondo le mamme, «c'è stata una interruzione didattica violenta da parte dell'istituto e non ci sono state date alternative, non sappiamo dove ricollocare i nostri figli. Alla Regione chiederemo un contributo per garantirci un po' di respiro, almeno per concludere il triennio».
La dirigente del Ravasco, suor Angelica Zippo, ha spiegato al Centro che la decisione di chiudere i due indirizzi di studio «è stata molto sofferta, un dispiacere enorme, ma non è stato possibile fare altrimenti dal momento che per il prossimo anno scolastico ci sono sei iscritti e non ci sono più fondi per sostenere le spese.
Il Ravasco come istituzione scolastica rimane all'interno della città con la scuola dell'infanzia e la primaria, rami fiorenti che saranno potenziati. La chiusura della media e dei licei manderà a casa anche una trentina di docenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA