Ravasco, contributi dalla Regione Sospiri: serve chiarezza sui debiti

Gli studenti hanno incontrato il presidente del consiglio regionale che ha promesso fondi per salvare la storica scuola di viale Bovio. E sabato faccia a faccia tra i vertici nazionali dell’istituto e le famiglie
PESCARA. La Regione promette fondi per salvare l’istituto “Eugenia Ravasco”. E sabato 8 febbraio arriva da Roma la madre generale, suor Graziella Montemagni, che alle 17 incontrerà le famiglie e i rappresentanti istituzionali nell’aula magna dell’istituto di viale Bovio.
Ma intanto gli studenti vanno avanti con la loro battaglia. Con i cartelloni colorati in mano, sorridenti, ma determinati a evitare la chiusura della media e dei licei della scuola, una cinquantina di ragazzi del Ravasco hanno pacificamente invaso le sale della Regione in piazza Unione. È accaduto ieri mattina dopo l’affollata protesta in strada di martedì scorso, a cui hanno partecipato anche i genitori, conseguente all’annuncio dei vertici scolastici del Ravasco della parziale chiusura dello storico istituto, a giugno. Dopo l’incontro di sabato scorso le suore avrebbero riferito ai genitori che «sono stati negati i fondi di sostegno provenienti da Regione e Comune». I ragazzi sono stati accolti dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri che ha «dichiarato la disponibilità ad accogliere la richiesta di un aiuto economico, volto a tutelare gli studenti, le famiglie e i dipendenti»: così hanno riferito le famiglie a fine incontro attraverso una nota inviata a suor Montemagni, al dirigente della scuola pescarese suor Angelica Zippo e per conoscenza a Sospiri, al sindaco Carlo Masci al quale i genitori chiedono un incontro e al presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli.
Dopo la prima reazione di «stupore» alla notizia della chiusura per ragioni legate alla mancanza di iscrizioni e di fondi, i genitori si sono detti «soddisfatti» delle promesse di Sospiri. Il quale, secondo le famiglie, «ha dichiarato che durante il suo mandato, non è mai pervenuta alla Regione alcuna richiesta di sovvenzioni o sostegni economici da parte della scuola». Che se fossero «stati ufficialmente richiesti» di sicuro «sarebbero stati concessi come avviene in molte altre regioni d’Italia, secondo le procedure amministrative di rito, considerato il valore educativo della scuola». In ogni caso, a detta dei genitori che hanno firmato con i loro nomi il documento inviato ai vertici scolastici e istituzionali, Sospiri ha dato «la sua disponibilità a incontrare la proprietà dell’istituto e a partecipare al tavolo di lavoro di sabato per discutere la situazione e trovare le soluzioni auspicate». Le famiglie chiedono che «alla scuola possano essere concessi fondi sufficienti a concludere il triennio. Chiaro che il presidente vuole vedere chiaro sui debiti dell’istituto e poi decidere una linea per sanare la difficile situazione del Ravasco», spiegano i genitori. Che precisano le ragioni della vivace protesta: «Al Ravasco ci sono indirizzi di studio unici, liceo classico delle comunicazioni, liceo delle scienze umane a indirizzo sportivo e a indirizzo giuridico-economico, che non si trovano in nessun’altra scuola della città. Con la chiusura dei due rami di studio, non sapremmo dove portare i nostri figli e quindi dove, gli studenti del triennio potranno fare gli esami per diplomarsi».
A lottare in prima linea sono prevalentemente gli studenti del quinto anno, coordinati dai rappresentanti di istituto Roberta Ferretti, Cinzia Brogneri, Susanna Leopardi, Paolo Montefalcone che rivelano: «Noi che abbiamo vissuto tutti gli anni della scuola, faremo gli esami di Stato e poi andremo via. La nostra lotta è per i compagni del triennio e per salvare l’istituto. Per questo chiediamo tutto l’aiuto possibile delle istituzioni. Il presidente Sospiri è stato molto gentile e comprensivo e si è piacevolmente sorpreso dell’amore che trasmettiamo nei confronti della scuola». I ragazzi hanno incontrato anche il consigliere del Pd Antonio Blasioli, il quale dichiara: «Restano da comprendere a fondo le motivazioni che hanno spinto la preside ad arrivare alla sofferta decisione». Alla madre generale che sabato sarà ospite nello storico (quasi cento anni) istituto, le famiglie, che pagano una retta tra i 2000 e 3400 euro annui, chiederanno «disponibilità ad accogliere le istanze e mantenere l’impegno al patto contrattuale stipulato tra genitori e istituto per il completamento del percorso formativo dei ragazzi». E a suor Zippo rinnovano la richiesta di «vicinanza agli alunni, alle famiglie e ai docenti».

