Reati ambientali decuplicati in dieci anni

16 Luglio 2018

L’Abruzzo tra le regioni con la percentuale più alta di violazioni in materia di acque reflue

PESCARA . Sono passati dai 16 del 2006 ai 160 del 2016 i procedimenti aperti dalle Procure abruzzesi per reati ambientali. Tra tutti, quello che ha riguardato la mega-discarica di Bussi scoperta nel 2007.
Nel corso degli ultimi anni, rivela l’Istat, l’aumento delle norme a tutela dell’ambiente e la maggiore attenzione ai temi ambientali hanno trovato corrispondenza in un maggior numero dei procedimenti. Il dato nazionale parla di 10.320 fascicoli aperti nel 2016, in diminuzione rispetto ai 12.953 del 2014, ma in clamoroso aumento rispetto ai 4.774 del 2007.
La maggior parte delle violazioni alle norme ambientali, avverte l’Istat, si è verificato nel Sud e nelle Isole (47,7% dei procedimenti penali nel 2016), mentre nel Nord la percentuale si attesta al 30%. Nel 2016, la maggior parte delle violazioni contestate riguarda la gestione dei rifiuti (8.792 procedimenti) e delle acque reflue (1.636). Sono invece 170 i procedimenti per il trasporto non autorizzato di rifiuti e 164 quelli per il traffico organizzato dei rifiuti. In Abruzzo, il boom dei procedimenti aperti si è verificato nel 2011, quando i fascicoli erano 301. Nel 2016, la maggior parte delle violazioni contestate a livello nazionale riguarda la gestione dei rifiuti (8.792 procedimenti) e delle acque reflue (1.636). Sono invece 170 i procedimenti per il trasporto non autorizzato di rifiuti e 164 quelli per il traffico organizzato dei rifiuti. In Abruzzo, nel 2016, è stato aperto un solo procedimento per traffico di rifiuti. Ben più consistente il numero delle violazioni riscontrate in materia di abuso edilizio (182, ma in diminuzione rispetto alle 512 del 2010). Un trend, quello della diminuzione del numero complessivo delle violazioni edilizie, che si riscontra anche a livello italiano (meno 55,9% tra il 2006 e il 2016). Sempre a livello nazionale sono in aumento i procedimenti per incenerimento dei rifiuti. Queste violazioni sono più numerose al Sud, in particolare in Campania, Sicilia e Calabria, ma incrementi si sono avuti anche nel Lazio e al Nord, in Piemonte e Lombardia.
Un caso, nel 2016, è stato registrato anche in Abruzzo, mentre i procedimenti per violazioni ai vincoli paesaggistici sono state 30. Nel 2013 erano stati 103. Nella nostra regione nel 2015 sono stati segnalati 51 reati legati a lottizzazione abusiva e di violazione di vincolo paesaggistico. Le violazioni della regolamentazione in materia di acque reflue urbane, domestiche e industriali, hanno raggiunto il picco tra il 2010 e il 2012. Nel 2012 quasi il 56% del totale dei procedimenti per cui c’è stato l’avvio dell’azione penale è avvenuto nel Mezzogiorno. Il tasso di reati più alto si è avuto in Basilicata (6,4 reati per 100mila abitanti). Hanno valori superiori a 3 reati per 100mila abitanti il Molise, il Lazio, l’Abruzzo e la Calabria. Da notare, che il 69,1% dei comuni litoranei italiani è coinvolto in questi tipi di violazione rispetto al 14,8% dei comuni non litoranei. Il livello massimo si raggiunge in Campania, con il 92% di comuni costieri coinvolti , seguita da Lazio (88%), Basilicata (86%), Puglia (85%). Quote elevate, tra il 70% e l’80%, in Sardegna, Liguria, Toscana, Abruzzo.