Reati in calo, si lavora sulla prevenzione

4 Giugno 2017

Il colonnello Marco Riscaldati alla vigilia della festa dell’Arma: «Presentare le denunce è il primo dovere dei cittadini»

PESCARA. I reati diminuiscono, in provincia di Pescara. E, analizzandoli bene, emerge un divario nettissimo tra la costa, dove si concentra l’80 per cento dei casi di cui si occupano i carabinieri, e la parte più interna. Proprio nella zona a rischio, che è la più popolosa, si lavorerà per prevenire e contrastare le attività illecite: si sta studiando, infatti, l’attivazione di un sistema di videosorveglianza nei centri costieri e, a Spoltore, un sistema che potrebbe consentire di ridurre ulteriormente i reati. Il progetto sarà portato avanti con i Comuni interessati ma non si esclude il coinvolgimenti di altri enti.
È questo il quadro che emerge dal bilancio dell’attività dei carabinieri della provincia di Pescara, coordinati dal colonnello Marco Riscaldati. Tra il 2015 e il 2016 si è assistito a una riduzione dei reati del 25% e nei primi quattro mesi del 2017 il calo generale è confermato, fa notare il colonnello alla vigilia della festa dell’Arma che domani sarà celebrata a Campobasso. «L’attività preventiva dei carabinieri è rimasta comunque la stessa», dice sempre il comandante provinciale ricordando che, in questa parte d’Abruzzo, il 2017 è cominciato in maniera drammatica. Basti pensare alla tragedia di Rigopiano, e ai problemi causati dal maltempo, che hanno impedito l’esecuzione di una serie di servizi perlustrativi. Anche se c’è stata una flessione dei reati, «l’attenzione non si riduce perché siamo consapevoli che un certo numero di delitti non viene denunciato». Anzi, il bilancio dell’Arma è l’occasione per chiedere a tutti i cittadini di sporgere denuncia, perché solo così, con un quadro ben definito a disposizione, è possibile «orientare la nostra azione», prosegue Riscaldati. I militari puntano a una «sicurezza partecipata» e la partecipazione comincia «dall’incombenza della denuncia», sottolinea il colonnello.
Quanto ai dati che fotografano Pescara e provincia, nel 2016, i carabinieri hanno indagato su 10mila reati, di cui oltre il 50 per cento (5.300) è rappresentato da furti (782 in casa, 620 sulle auto in sosta, più 460 veicoli rubati). Ma quello dei furti è un valore assolutamente «fisiologico». Anzi, rispetto ad alcune realtà simili, Pescara è di gran lunga più tranquilla, sotto questo punto di vista. «Abbastanza basso» il numero degli scippi (29) e tra le 74 rapine si nota che le più colpite sono le attività commerciali (31) mentre gli obiettivi tradizioni, come banche e uffici postali, attirano meno l’attenzione.
Sono state 24, invece, le persone derubate in strada dei loro averi. Le denunce ricevute nei primi mesi dell’anno testimoniano che il «trend è in calo», con 2.890 reati totali, 1.436 furti e 21 rapine. Sapendo che l’80% degli illeciti avviene sulla costa, si sta «lavorando, nell’ambito del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, sulla videosorveglianza. Perché», fa notare Riscaldati, «un territorio videosorvegliato in modo efficiente può essere più sicuro perché diventa più facile stanare la delinquenza e si realizza un effetto preventivo. Potrebbe nascere, quindi, un bel gemellaggio, una simbiosi, tra questo sistema e tutte le forze di polizia». Ora tutto sta a far decollare il progetto con i Comuni.
Parlando di prevenzione il dato è di 28mila servizi eseguiti dall’inizio del 2016 alla fine di aprile 2017: ogni giorno, in media, sono operative 57 pattuglie dell’Arma. E i controlli sono stati oltre 60mila a carico di altrettante persone, con 41mila 600 auto fermate. Per l’ordine pubblico, nel 2016, gli interventi sono stati 1.960, a cui vanno aggiunti gli accompagnamenti in Tribunale di testi e le notifiche. Servizi che impegnano un gran numero di uomini.
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