Reazioni al verdetto: Ciclone è diventato un tiepido venticello

23 Novembre 2014

I commenti politici alla sentenza che in appello ha assolto con la prescrizione di alcuni reati l’ex sindaco Cantagallo

MONTESILVANO. «Giuridicamente assolti, ma politicamente colpevoli». Così il grupo di opposizione l’Altracittà Montesilvano commenta la sentenza del processo Ciclone che, in Appello, ha sostanzialmente cancellato le condanne inflitte in primo grado anche grazie alla prescrizione di diversi reati.

«Il processo Ciclone si trasforma in tiepido venticello» affermano gli attivisti del movimento «per quasi tutti gli imputati, tra il quali l'ex sindaco di Enzo Cantagallo e il suo vice Marco Savini. Pensiamo che le sentenze vadano rispettate perché sono basate sulle leggi vigenti, che prevedono l'elemento della prescrizione. Certo, se il processo non fosse durato otto anni, oggi non saremmo qui a parlare di assoluzioni per prescrizione, ma tant'è».

Resta il fatto che l'ex sindaco viene assolto con la formula «perché il fatto non sussiste» dall'accusa di associazione a delinquere (la più pesante dal punto di vista legale) e per sopraggiunti termini di prescrizione dall'accusa di corruzione, la più pesante dal punto di vista politico.

L'Altracittà ribadisce tuttavia il giudizio politico «estremamente negativo sull'operato dell'amministrazione Cantagallo, principale responsabile del degrado sociale e ambientale della città», senza assolvere dalle loro responsabilità politiche le amministrazioni che si sono susseguite.

Sulla sentenza Ciclone interviene l’avvocato Sabatino Ciprietti, che nel processo ha difeso con il collega di studio, Italo Longo, l’architetto Ronaldo Canale. «Dopo anni di pressione e dopo essere stato attinto da provvedimenti cautelari», scrive Ciprietto, «Canale si è difeso strenuamente con documenti e memorie, sempre convinto di aver fatto soltanto il suo dovere di dirigente comunale. Oggi» prosegue l’avvocato, «può tirare un sospiro di sollievo e infatti, dopo il Tribunale di Pescara, che già lo aveva riconosciuto innocente su 17 capi di accusa rispetto ai 19 dell'imputazione, la Corte aquilana ha definitivamente posto la parola fine alla vicenda, confermando in gran misura la sentenza pescarese e assolvendolo anche da una residua imputazione, disponendo altresì la restituzione della residua somma confiscatagli a suo tempo».

La conferma dell'assoluzione per l'ex sindaco Cantagallo, a giudizio del segretario di Radicali Abruzzo, Alessio Di Carlo, «ripropone con forza il problema di una giustizia che entra a gamba tesa nella vita di persone che vedono stravolta la propria esistenza per le iniziative estemporanee di una parte della magistratura. Quando poi si tratta di amministratori scelti dagli elettori, il danno ha una gravissima evidenza pubblica, poiché l'intervento dei giudici finisce per scippare i cittadini dei diritti civili che loro attribuisce la Costituzione».

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