Record di contravvenzioni: due milioni incassati in sei mesi

5 Settembre 2019

Sono oltre 40mila le violazioni rilevate dalla municipale: le più frequenti nelle Zone a traffico limitato Migliaia gli automobilisti che non pagano il parcheggio. Il lunedì è il giorno più critico della settimana

PESCARA. I pescaresi hanno un pessimo vizio. Ed è quello di non pagare il parcheggio, quando lasciano l’auto sulle strisce blu. Se ne accorge il personale di Pescara Multiservice, che gestisce i parcheggi a pagamento. E, inesorabilmente, gli automobilisti indisciplinati ricevono la multa. Nei primi sei mesi dell’anno, da gennaio a giugno, le contravvenzioni elevate per i biglietti mai staccati (e pagati) sono state 4500. Ed è il dato che salta di più all’occhio osservando la classifica delle irregolarità commesse dagli automobilisti, dopo il dato - enorme e anche assurdo - che riguarda i transiti nelle Zone a traffico limitato (quando c’è il “varco attivo” e cioè con il divieto in vigore), che sono state più di 21mila.
Tutte queste infrazioni sono state rilevate dalla polizia municipale, agli ordini del comandante Carlo Maggitti (il responsabile del settore è Matteo Silvestris), che traccia un bilancio del primo periodo del 2019, con più di 40mila sanzioni elevate e due milioni e 225mila euro incassati, facendo emergere le peculiarità dei pescaresi alla guida. Si scopre così che a Pescara il giorno contrassegnato da più contravvenzioni è il lunedì: con l’inizio della settimana regna il caos e riprendono tutte le attività, per cui ne risente anche il traffico e il rischio di commettere infrazioni è elevatissimo. Ma nel periodo estivo anche il sabato e la domenica sono giorni ad alto tasso di irregolarità, in particolare per quanto riguarda la sosta selvaggia, e le segnalazioni che arrivano dai cittadini al centralino della municipale fanno scattare un gran numero di multe (la pattuglia non contravvenziona solo l’auto che ha fatto scattare il controllo ma tutte quelle nell’area circostante).
Studiando il report della municipale, emerge che la “zona rossa”, dove le contravvenzioni sono più frequenti, è quella in cui vige la Ztl, in particolare quella “Ambientale” (via Regina Margherita e via De Amicis) e in via Umbria, una delle strade dove c’è il maggior numero di sanzioni (molti, evidentemente, passano ignorando la telecamere). E poi c’è l’area di risulta, dove si lascia l’auto senza corrispondere il dovuto. Sempre in centro, piazza Santa Caterina è uno dei punti in cui il numero delle sanzioni è consistente, insieme a via Nicola Fabrizi e la Riviera nord, con corso Vittorio Emanuele.
Tra i cartelli di divieto più ignorati dagli automobilisti che circolano in città c’è sicuramente quello che impone il divieto di fermata. Sono 1800 le contravvenzioni scattate in sei mesi dalla municipale per questa irregolarità. E chi pensa che questo segnale sia sostanzialmente innocuo, non sa che invece implica la rimozione del veicolo.
Subito dopo, tra le infrazioni più frequenti, c’è l’inosservanza del divieto di sosta, con 1500 multe tra i mesi di gennaio e giugno (in questo caso la rimozione può scattare se, oltre al divieto di sosta, in strada compare anche l’indicazione del prelievo da parte del carro attrezzi).
È consistente anche il numero di chi “abbandona” la macchina sul marciapiedi, e sono stati 1.150 coloro che sono incappati in un controllo della municipale proprio per questa violazione al Codice della strada.
C’è pure chi fa finta di non vedere le strisce che delimitano le aree per i bus e lascia il veicolo negli spazi riservati ai pullman: i vigili urbani ne hanno beccati 500, e sono stati tutti multati. Capita di dimenticare la revisione: e se scatta l’alt dei vigili la sanzione è pesante, come sanno i 250 automobilisti che sono stati fermati in giro con l’auto (ma non solo l’auto) nonostante avessero saltato l’appuntamento con il controllo obbligatorio. A questi si aggiungono i proprietari dei veicoli (un centinaio) che circolavano senza la copertura assicurativa.
Non è semplice, spiegano dal comando, scoprire chi «usa e abusa» del telefonino mentre è al volante, perché servirebbero più pattuglie in motocicletta, ma l’organico dei vigili è davvero risicato e servizi del genere non sono frequenti. In sei mesi sono state comunque “beccati” con il cellulare 210 persone alla guida (ma si ipotizza che una persona su cinque usi il cellulare). Sembra superato il problema della circolazione su scooter e moto senza casco, anche grazie alle campagne mirate a debellare il fenomeno, mentre c’è ancora qualcuno che preferisce non allacciare la cintura (un centinaio le multe in sei mesi).
Le lamentele per le contravvenzioni non mancano mai, in particolare per quelle nella Ztl. Eppure, fanno notare dal comando per le Ztl, gli automobilisti continuano a passare proprio in quei punti vietati, anche dopo aver ricevuto la contravvenzione e averla pagata.