Record in Abruzzo, è primo tra le regioni per percentuale di tamponi sequenziati

22 Giugno 2021

Tracciare, sequenziare e vaccinare per limitare il più possibile la diffusione della variante Delta anche in Italia. E oggi più che mai l’analisi genomica per mappare in tempo reale le varianti e...

Tracciare, sequenziare e vaccinare per limitare il più possibile la diffusione della variante Delta anche in Italia. E oggi più che mai l’analisi genomica per mappare in tempo reale le varianti e intercettare nuove mutazioni è fondamentale per adeguarsi alla lotta e capire in anticipo come si muove l’epidemia. «Con il sequenziamento possiamo disegnare la mappa delle varianti sul territorio, così da poter eventualmente ritarare il sistema di diagnosi, adeguare i vaccini, testare farmaci molecolari, intercettare cambiamenti nella patogenicità e capacità di diffusione del virus», ha dichiarato Nicola D’Alterio, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise (Izsam), uno dei centri che esegue più sequenziamenti in Italia. La variante Delta che tanto preoccupa è in media sotto l’1% sul territorio italiano secondo il report dell’11 giugno, con un picco del 3% in Lazio e alcuni focolai in anche in Puglia e Lombardia. Ma nella nuova indagine, che sarà pubblicata a breve, è già stata vista una variazione significativa della diffusione del ceppo indiano.
L’Italia però sul versante delle analisi genomiche non fa ancora abbastanza ed è indietro anche nella condivisione dei dati. La soglia minima di sequenziamenti richiesta dal Centro europeo per la Prevenzione e Controllo delle Malattie (Ecdc) è del 5% , soglia che la stessa agenzia di monitoraggio europea caldeggia possa salire fino al 10%. Secondo la banca dati internazionale Gisead a inizio pandemia l’Italia sequenziava lo 0,7% dei tamponi positivi, oggi siamo all’1,3%. Ma ci sono regioni virtuose proprio come l’Abruzzo (che fa segnare il 6.76%), seguito dall’Alto Adige (5,75%) e la Sardegna (4,92%) e regioni fanalino di coda come la Valle d’Aosta (0,09%), Basilicata (0,12%), Puglia (0,27%).