Recuperati attrezzi rubati Si cercano i proprietari

In un casolare tra Spoltore e Cepagatti trovato materiale del valore di 80mila euro I carabinieri invitano le vittime dei furti a visionare la refurtiva per la riconsegna
CEPAGATTI. Un casolare abbandonato tra Spoltore e Cepagatti trasformato in un deposito di materiale rubato. Lo hanno scoperto nei giorni scorsi i carabinieri che ora cercano i proprietari della refurtiva. Nelle stanze disabitate c’erano attrezzi da lavoro per carpentieri, elettricisti e idraulici, tra cui trapani, mole, carriole e vari oggetti per la casa, oltre ad alcune biciclette, per un valore totale di circa 80mila euro.
Studiando le denunce presentate negli ultimi giorni i carabinieri, coordinati dal tenente Antonio Di Dalmazi, hanno contattato le vittime dei furti e hanno già individuato quattro proprietari che hanno riconosciuto quegli attrezzi e ne sono tornati in possesso, con grande soddisfazione. Ma non tutta la refurtiva è stata riconsegnata per cui dai militari dell’Arma parte un appello a tutto coloro che hanno subito un furto in zona affinché raggiungano la sede del comando dei carabinieri di Cepagatti per esaminare gli oggetti sequestrati nel casolare.
In caso di riconoscimento si procederà alla restituzione del maltolto ma è indispensabile, fanno notare gli investigatori, che venga mostrata la denuncia presentata subito dopo il furto. Un episodio analogo si è verificato i primi giorni di luglio, quando è stato intercettato dai carabinieri di Trieste un furgone carico di refurtiva che avrebbe raggiunto prima la Slovenia e poi la Romania.
A bordo c’erano due romeni residenti a Pescara, già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, che non sono stati in grado di fornire spiegazioni credibili su quel trasporto. Da Trieste sono stati informati i militari dell’Arma di Pescara, considerato che i due erano partiti proprio da qui, e le denunce di furto presentate in questa zona hanno consentito di capire che in effetti si trattava di refurtiva, come sospettato. Anche allora c’erano parecchi attrezzi da lavoro spariti da aziende, cantieri e attività: trapani, decespugliatori gruppi elettrogeni, motoseghe, e poi ancora telefoni cellulari, occhiali da sole, biciclette, argenteria, vasellame, macchinette fotografiche e telecamere, orologi e monili vari. Il carico è tornato a Pescara ed è stato messo a disposizione dei cittadini nella caserma di Rancitelli, dove una cinquantina di persone ha chiesto di esaminare gli oggetti recuperati e una ventina ha riconosciuto ciò che gli era stato portato via. Resta da riconsegnare il 50 per cento circa del bottino. I due sono stati denunciati per ricettazione mentre non sono state ancora individuate le persone che hanno creato il deposito nel casolare e che, prima o poi, andranno a recuperare il bottino, senza trovarlo.
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