Recuperato sul Velino il corpo di Gianmarco

21 Febbraio 2021

Quarta vittima estratta dalla neve, la prima era stata la fidanzata Valeria «Valanga gigantesca»: ricostruito quanto accaduto domenica 24 gennaio

MASSA D’ALBE. Ci sono volti e sorrisi che non ti lasciano, come quelli dei protagonisti di questa storia tragica che va avanti da quasi un mese, tra dilaniante attesa, speranza, angoscia e infine morte. La storia interrotta di Valeria Mella, del fidanzato Gianmarco Degni, dell’ingegnere Gian Mauro Frabotta e del veterano del gruppo Tonino Durante, uniti per sempre da una passione e dal destino. Una storia che ha avuto il suo epilogo ieri quando la neve del Monte Velino ha restituito il corpo senza vita di Gianmarco Degni, commerciante 26enne. Anche lui è tornato nella sua Avezzano, come gli altri tre, a ricevere lo straziante abbraccio collettivo di una città sotto choc.
IL RECUPERO. Il corpo del giovane è stato recuperato poco più in alto rispetto al punto in cui, il giorno precedente, erano stati trovati quelli di Valeria Mella, 25enne, Gian Mauro Frabotta, 31 anni, e dell’altro commerciante Tonino Durante, 56 enne. I soccorritori avevano già individuato il punto in cui cercare e nella tarda mattinata è arrivata la conferma che a valle tutti aspettavano. Le operazioni a quota 1.800 metri sotto il Colle del Bicchero sono state particolarmente impegnative perché c’era un alto pericolo valanghe a causa dell’aumento delle temperature. Dopo l’ispezione del medico, arrivato a Valle Majelama con l’elicottero del 118, la salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale di Avezzano. Sul posto, fin dal mattino, si era alternata una quarantina di soccorritori, coordinati dai vigili del fuoco, e avevano operato tre cani, due dei carabinieri e l’ultimo della Finanza.
LA RICOSTRUZIONE. Stando agli accertamenti, i quattro amici sono stati travolti da una gigantesca valanga già nella mattinata di domenica 24 gennaio, mentre salivano verso la vetta. Sono tutti morti sul colpo e visto che c’erano una fitta nebbia e una bufera di neve non si sono nemmeno resi conto di quanto accaduto. Gli uomini del soccorso ne sono convinti. Le ricerche erano scattate fin dal tardo pomeriggio di domenica e per 28 giorni hanno impegnato centinaia di uomini e donne di Soccorso alpino, carabinieri, Guardia di finanza, polizia, vigili del fuoco e alpini del 9° Reggimento dell’Aquila. Per circoscrivere l’area delle ricerche si è rivelato decisivo l’impiego di sofisticate tecnologie. Su quanto accaduto, la Procura ha avviato un’inchiesta. Un atto dovuto.
I SOCCORRITORI SALUTANO. «Vogliamo esprimere il cordoglio di tutto il Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico alle famiglie dei quattro dispersi», sottolinea il presidente regionale Daniele Perilli, «e un ringraziamento a tutta la comunità di Avezzano, che ci ha dimostrato profondo affetto e tanta vicinanza. È stato un lavoro lungo che ha rafforzato lo spirito di coesione tra i diversi corpi impegnati nelle ricerche, finalizzato al conseguimento del risultato».
L’ABBRACCIO DEL VESCOVO. Parole di conforto ai familiari delle vittime arrivano dal vescovo di Avezzano, monsignor Pietro Santoro, che in questi giorni di angoscia è stato spesso al campo base di Forme. Monsignor Santoro, che domani pomeriggio celebrerà i funerali in cattedrale ad Avezzano, ha evidenziato come la vicenda del Velino sia «entrata nel cuore dell’intera popolazione» che «non ha smesso mai di sperare e di stringersi alle persone che in queste settimane hanno vissuto grande sofferenza». Per questo il vescovo parla di «dolore dell’intero popolo marsicano». «È il dolore dell’intera Chiesa diocesana», sottolinea, «che non ha smesso durante questi 27 giorni di pregare e di intercedere. Ora è il momento dell’abbraccio interiore ai nostri ragazzi e alle loro famiglie. Un abbraccio nel segno della fede e della speranza certa nella resurrezione».
LUTTO COLLETTIVO. Così, mentre Forme di Massa d’Albe tornerà al suo consueto silenzio – le operazioni per smantellare il campo base sono in corso – la città di Avezzano si prepara a due giorni di lutto, oggi e domani, in memoria dei volti e dei sorrisi dei quattro amici mai più riscesi dal Velino.
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