Recupero di tossici e prostitute: in campo 12 assistenti e psicologi

Il Comune affida alla coop On the road il compito di aiutare le persone emarginate del quartiere Pronti 380mila euro per l’operazione. L’assessore Sulpizio: «Così rilanceremo una zona disagiata»
PESCARA. Un pool di 12 operatori sociali e di psicologi si occuperà delle persone emarginate, come tossicodipendenti, senzatetto e prostitute, del quartiere di Villa del Fuoco. Sarà la cooperativa On the road, già nota per le sue importanti attività nel campo del disagio sociale, a schierare un gruppo di esperti per aiutare chi ha bisogno.
Il progetto, chiamato outreach e finanziato con 380mila euro derivanti in gran parte dai fondi del bando delle periferie, è partito ufficialmente ieri e durerà dieci anni.
In mattinata la presentazione nell’ex sede civica di via Tavo che diventerà la base operativa della cooperativa. C’erano l’assessore alle politiche sociali Adelchi Sulpizio, il coordinatore di On the road Massimo Ippoliti, il dirigente comunale Marco Molisani e i consiglieri comunali Vincenzo D’Incecco e Maria Luigia Montopolino.
«Il progetto Outreach», ha detto Sulpizio, «è il lavoro di strada, di prossimità, che avvicina i servizi del territorio alle persone con difficoltà di accesso, o sono reticenti per svariati motivi alle misure a scopo sociale. Parliamo di prostitute, tossicodipendenti e senza fissa dimora». «Le azioni relative», ha spiegato, «saranno a cura della cooperativa On the road e avranno sede in via Tavo 248, nel quartiere di Villa del Fuoco dove insistono situazioni di disagio e di emarginazione».
Nel progetto sono previsti la formazione dei cosiddetti case manager, ossia operatori sociali e psicologi, e dei laboratori di produzione delle opere d’arte di cultura multietnica con il coinvolgimento dei residenti. L’obiettivo è quello del reinserimento sociale delle persone emarginate. Gli operatori andranno nelle strade, cercheranno di avvicinare e offrire sostegno alle persone in difficoltà e tenteranno di inserirle nei servizi sociali del Comune.
«La vera innovazione», ha fatto presente l’assessore, «è proprio nelle istituzioni che escono dal palazzo e creano un canale diretto con i cittadini, spronandoli a seguire un percorso di inclusione sociale e lavorativo, non quindi assistenzialistico. Questo è possibile coinvolgendo le istituzioni, i cittadini e i soggetti più fragili».
Assistenti sociali e operatori, dunque, metteranno al corrente i cittadini emarginati sull’offerta di servizi sociali. «Ci stiamo avvalendo», ha precisato Ippoliti, «di figure professionali specifiche per creare un progetto che vede interventi integrati sulla comunità. Abbiamo iniziato le interviste agli stakeholder, stiamo creando strumenti di rilevazione capaci di definire non solo target, ma anche modalità di intervento di rete innovative. Strumenti di ricerca sociale, esperti psicologi clinici e operatori di prossimità offrono un approccio multiprofessionale in grado di intervenire sulla grave emarginalità».
«Outreach», ha concluso Ippoliti, «non è un progetto che si apre e si chiude dopo la saturazione di un obiettivo, ma mira ad arricchire socialmente e culturalmente un quartiere della città».
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