Reddito cittadinanza: centinaia di domande ai centri di assistenza

7 Marzo 2019

In fila mamme senza lavoro, giovani diplomati e laureati  Nessuna ressa alle Poste con lo scaglionamento alfabetico 

PESCARA. La coda ai Caf, i Centri di assistenza fiscale, è iniziata fin dalle 7 del mattino per poi ingrossarsi a metà mattinata. Un flusso costante e ordinato di mamme senza lavoro, qualcuna con figli al seguito, giovani diplomati o laureati in cerca di una speranza a cui aggrapparsi, ma anche disoccupati, nullatenenti, anziani e stranieri senza reddito o con redditi e pensioni molto bassi. Il ritmo è di circa cento domande al giorno presentate in ogni ufficio convenzionato (50 nella mattinata di ieri e altrettante nel pomeriggio) per accedere al reddito di cittadinanza o, a seconda dei casi, alla pensione di cittadinanza. Nel giorno in cui si apre a tutti la possibilità di richiedere il sussidio, voluto dal Governo e dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio, a Pescara non si registrano particolari disagi, ma soltanto tempi di attesa piuttosto lunghi causati dalla mole delle richieste.
Nella sede di Pescara centro di Poste italiane, in corso Vittorio Emanuele, i cittadini hanno generalmente rispettato il consiglio di evitare la corsa agli sportelli e di attenersi al calendario di scaglionamento alfabetico. L'azienda, infatti, ha suggerito ai potenziali beneficiari di evitare di ingolfare gli sportelli e gli operatori nei primi giorni di apertura del servizio e di recarsi con i documenti pronti il giorno stabilito a seconda della lettera iniziale del proprio cognome. Ieri, ad esempio, sono stati serviti i cittadini il cui cognome inizia con “A” e “B” e in questo modo, rispettando l’ordine alfabetico, si procederà nei prossimi giorni. Ma si tratta di un sistema soltanto suggerito per rendere più fluido l’afflusso. Questo vuol dire che gli operatori sono comunque tenuti a inoltrare tutte le domande dei clienti che si presentano in sede. Le richieste di accesso al reddito o alla pensione di cittadinanza, si ricorda, possono essere presentate attraverso i Caf convenzionati, gli sportelli dedicati di Poste italiane oppure collegandosi al sito dedicato, se si è in possesso di Spid, il Sistema pubblico di identità digitale. Per essere inseriti nel programma dal mese di aprile si può presentare la domanda tra il 6 e il 31 marzo, senza criteri temporali di ammissione.
«Ci siamo dovuti organizzare in anticipo», sottolinea Luca Ranghelli, presidente del patronato Acli in via Gobetti, «rinunciamo anche a una parte della nostra pausa pranzo per servire quante più persone possibili, anche perché non c’è solo il reddito di cittadinanza da ottemperare, ma anche tutte le altre attività del patronato. Tutto sommato la prima giornata è andata bene, senza particolari problemi. Mi auguro soltanto che il sussidio venga assegnato alle persone che ne hanno davvero bisogno».
Come rimarca Ranghelli, le uniche difficoltà sono state dettate «da una certa complessità del modello Inps da compilare».
«Il prestampato», dice il presidente del Caf Acli, «consta di nove pagine e presenta diverse voci, anche molto dettagliate. Se si ha a disposizione l’Isee, ci vogliono in media dai 20 ai 30 minuti per ogni domanda. Una volta terminata la domanda, bisognerà trasmetterla all’Inps per la verifica dei requisiti che, a sua volta, comunicherà ai cittadini l’esito della richiesta: in caso positivo, sarà Poste italiane a inviare la comunicazione per il ritiro della carta, dove sarà caricato l’importo per gli acquisti». Secondo le ultime notizie disponibili da parte dell’Inps, il flusso degli ordinativi di accreditamento sulle card sarà trasmesso già dal 15 aprile, in anticipo rispetto a quanto originariamente programmato.