Reddito di cittadinanza e flat tax Cosa cambia per gli abruzzesi

26 Ottobre 2022

Previste proroghe sulle pensioni: confermate Quota 102, Ape sociale e Opzione donna

Flat tax estesa agli autonomi con reddito fino a 100mila euro, proroga di Quota 102, Ape sociale e Opzione donna, una nuova quota flessibile per la pensione anticipata e reddito di cittadinanza dimezzato. Nella manovra economica del Governo Meloni ci sarà spazio per misure in favore di famiglie e imprese, ma con modalità di accesso e caratteristiche diverse rispetto a quelle in vigore. La priorità numero uno resta il prolungamento delle agevolazioni contro il caro energia. Mentre per la Legge di Bilancio 2023 si darà fondo al "tesoretto" da 10 miliardi lasciato dal precedente esecutivo. Quelle in arrivo saranno misure transitorie: formule di compromesso, in attesa di mettere mano al dossier sul reddito di cittadinanza e alla riforma delle pensioni in maniera approfondita.
FLAT TAX
Una delle novità principali riguarda la flat tax o "tassa piatta": si tratta di una misura fiscale meno complessa di quella attuale, il cui principio non si basa più su un sistema di tassazione progressivo Irpef, tarato su aliquote e scaglioni a cui sottrarre le detrazioni per il lavoro dipendente. La flat tax, infatti, prevede un incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti, con la prospettiva di ulteriore ampliamento per famiglie e imprese. Principio che il Governo intende estendere anche agli autonomi con reddito fino a 100mila euro.
PROROGHE PENSIONE
Tre i modelli per l'accesso alla pensione che verranno, con molta probabilità prorogati anche nel 2023: Quota 102, Ape Sociale e Opzione Donna. La pensione Quota 102, prevista dalla legge di Bilancio 2022, è una forma di pensionamento anticipato valida sia per i lavoratori pubblici che privati. È accessibile a chi ha almeno 64 anni di età compiuti e 38 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre di quest'anno. La scadenza di questo scivolo pensionistico, quindi, è fissata al 31 dicembre 2022, ma è allo studio la proroga di un anno per evitare il ritorno secco ai 67 anni di età, per la pensione, previsti dalla legge Fornero. L’Ape sociale è un'indennità a carico dello Stato, erogata dall'Inps, entro dei limiti di spesa, a soggetti in determinate condizioni previste dalla legge o che fanno lavori usuranti e che abbiano compiuto almeno 63 anni di età. Gli stessi non devono essere già titolari di pensione diretta in Italia o all'estero. L'Ape sociale viene corrisposta, su domanda, fino al raggiungimento dell'età prevista per la pensione di vecchiaia: permette di uscire a 63 anni d’età e, a seconda dei casi, 30 o 36 anni di versamenti. La misura è stata introdotta nel 2017 e rinnovata fino al 31 dicembre 2022.
OPZIONE DONNA
È un trattamento pensionistico calcolato secondo le regole del sistema contributivo ed erogato, sempre su domanda, in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome che hanno maturato i requisiti previsti dalla legge entro il 31 dicembre 2021. Permette di andare in pensione alle lavoratrici con 58 anni d’età (59 le autonome) e 35 anni di contributi raggiunti nel 2021, ma è fortemente penalizzante dal punto di vista economico. Ad Opzione donna potrebbe essere abbinata Opzione uomo, con le stesse modalità di erogazione, ma una soglia di età che oscilla tra i 61 e i 62 anni. Tra le formule di pensionamento possibili, che potrebbero rientrare nella legge di Bilancio 2023, anche una nuova quota flessibile (età + contributi) per la pensione anticipata di 470mila lavoratori tra 61 e 66 anni: in questo caso sarebbe una sorta di mediazione tra l’Opzione Uomo, troppo penalizzante come assegno pensionistico, e Quota 41 per tutti.
REDDITO DI CITTADINANZA
Sul reddito di cittadinanza sta per aprirsi una partita politica molto delicata, che vale quasi 9 miliardi l'anno. Il sussidio potrebbe essere dimezzato, con esclusione totale di chi rifiuta un impiego e il mantenimento della quota piena solo per chi non può lavorare. La misura, nei piani del Governo, non dovrebbe più essere un assegno perpetuo, ma con paletti e obblighi chiari per inserire nel mercato del lavoro i percettori occupabili. Per farlo, è previsto un maggior coinvolgimento degli enti locali che meglio conoscono le situazioni di vera necessità e disagio sul territorio, anche in chiave di prevenzione contro gli abusi. Un reddito di cittadinanza che dia un sostegno a chi è nelle fasce di maggiore difficoltà e non può lavorare. Queste le modifiche normative ipotizzabili una nuova tempistica di fruizione del sussidio, con un rafforzamento della condizionalità. Un maggiore coinvolgimento delle Agenzie per il lavoro, per rendere più efficiente l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Più chiarezza su obblighi e diritti dei percettori occupabili. Una delle ipotesi più realistiche è una modifica all'impianto, grazie alla quale scatti la revoca del sussidio dopo il primo "no" a un’offerta di lavoro considerata congrua (attualmente il sussidio viene revocato al secondo diniego). Si dovrà decidere, inoltre, se alle persone in povertà, sia da destinare un reddito familiare di sostegno oppure un reddito da disoccupazione.