Reddito, quando scattano i controlli

Agenzia delle entrate. Le voci principali di spesa: dai consumi agli investimenti immobiliari
Dai consumi agli investimenti immobiliari, dal risparmio ai trasferimenti. Sono queste le voci principali di spesa analizzate dall'Agenzia delle entrate tramite il Redditometro, che consente le attività di controllo e la ricostruzione del reddito presunto di ciascun contribuente mettendo a confronto quanto dichiarato, attraverso i dati dell'anagrafe tributaria, con quanto effettivamente speso. In presenza di uno scostamento del 20% tra reddito dichiarato e spese sostenute possono scattare i controlli, mirati a ridurre l'evasione fiscale. Gli elementi di spesa indicativi della capacità contributiva, analizzate dal Fisco, sono riconducibili a quattro macro-categorie: i consumi (per generi alimentari, bevande, abbigliamento e calzature, per l'abitazione, i combustibili e l'energia, per mobili, elettrodomestici e servizi per la casa. E ancora, per sanità, trasporti, comunicazioni, istruzione, tempo libero, cultura e giochi. La seconda voce è relativa agli investimenti immobiliari e mobiliari, seguono il risparmio e le spese per trasferimenti. Il dettaglio delle diverse voci spazia dai beni di largo consumo a quelli per mutuo, affitto, utenze e collaboratori domestici, da farmaci e visite mediche, assicurazione auto e moto, imbarcazioni, camper e aerei, trasporto pubblico, telefonia, previdenza, assicurazioni, cura della persona, accessori, viaggi. Sono comprese anche voci come l’assegno periodico al coniuge.
L’Agenzia delle entrate può valutare anche elementi di capacità contributiva diversi, qualora siano disponibili dati relativi ad altre spese sostenute dal contribuente. L’accertamento può scattare nel caso in cui le spese superino del 20% il reddito dichiarato. Nel momento in cui scatta un accertamento, il contribuente può dimostrare che le spese sono state affrontate con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta, redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte o legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile, redditi di soggetti diversi dal contribuente o risparmi. Oppure può provare che le spese attribuite hanno un diverso ammontare. In caso di accertamento sintetico, inoltre, il giudice deve procedere con la valutazione analitica delle prove presentate in giudizio dal contribuente, senza limitarsi a giudizi sommari ma riferendosi ai documenti utilizzati nel corso del processo.
L’Agenzia delle entrate, negli anni scorsi, ha messo a disposizione dei contribuenti il software ReddiTest per valutare la coerenza tra reddito familiare e spese sostenute nell’anno di riferimento, suddivise in sette categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari.
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