Regione, il bilancio ha un utile di 127 milioni

1 Dicembre 2021

La giunta approva i conti del 2020, compresi quelli delle società partecipate. Ora il voto in consiglio

L’AQUILA. Primo via libera del bilancio consolidato 2020 della Regione Abruzzo, che si chiude con un utile di 127,1 milioni di euro. Nei giorni scorsi è stato approvato dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore Guido Liris, ed è ora pronto a sbarcare in consiglio.
«Con l’adozione di questo documento contabile, che dovrà poi essere approvato dal Consiglio regionale dopo l’acquisizione della relazione del Collegio dei revisori dei conti», spiega l’assessore al bilancio, «gli organi di governo della Regione potranno disporre di fondamentali elementi informativi sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria di un ampio numero di soggetti societari e non, i cui dati di bilancio sono annualmente consolidati con quelli della Regione».
Continua Liris: «Si è quindi proceduto, con riferimento all’esercizio 2020, al consolidamento dei bilanci oltre che del consiglio regionale e dell’Agenzia sanitaria, anche di quelli di Tua, Abruzzo Sviluppo, Abruzzo Engineering, Fira, Ater dell’Aquila, di Pescara, Chieti e Teramo, Arap, Aric e Arta. L’approvazione del bilancio consolidato costituisce un prezioso momento di riflessione sulla capacità della Regione di definire gli obiettivi strategici da assegnare alle proprie società controllate e ai propri enti strumentali, di governare la loro operatività, di monitorare i risultati dagli stessi conseguiti dal punto di vista economico-patrimoniale e finanziario». L’assessore ancora sulle partecipate: «Gli eventuali squilibri di bilancio delle società partecipate, oltre a determinare una diretta sottrazione di risorse finanziarie alla Regione, finiscono per ridurre la capacità delle stesse di perseguire efficacemente gli obiettivi per i quali sono state costituite».
Conclude Liris spiegando: «Il bilancio consolidato evidenzia informazioni essenziali che non possono essere rese dai singoli bilanci individuali, né da una loro semplice aggregazione, e, secondo le intenzioni del legislatore nazionale, deve consentire di sopperire alle carenze informative e valutative dei bilanci degli enti che perseguono le proprie funzioni anche attraverso enti strumentali e detengono rilevanti partecipazioni in società, dando una rappresentazione, anche di natura contabile, delle proprie scelte di indirizzo, pianificazione e controllo; attribuire all’amministrazione capogruppo un nuovo strumento per programmare, gestire e controllare con maggiore efficacia il proprio gruppo comprensivo di enti e società; ottenere una visione completa delle consistenze patrimoniali e finanziarie di un gruppo di enti e società che fa capo ad un’amministrazione pubblica, incluso il risultato economico».