Regione, il ministero boccia i numeri sulla prevenzione

18 Luglio 2024

Paolucci: «Il nuovo monitoraggio dei Lea è una Caporetto» Marsilio incontra Schillaci e chiede di abrogare il dl Lorenzin

PESCARA. «Il Ministero della Salute boccia l’Abruzzo sulle prestazioni sanitarie. Una Caporetto l'ultimo aggiornamento del monitoraggio dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza, che ci colloca fra le otto regioni valutate con sonore insufficienze».
Così afferma Silvio Paolucci, capogruppo in Regione del Pd, due giorni dopo la pubblicazione sul sito del Ministero, che fa capo a Orazio Schillaci, della relazione sul “Monitoraggio e verifica dei Lea”.
«L’analisi ministeriale si riferisce al 2022, ma la situazione oggi è sicuramente peggiorata», incalza Paolucci, «ed è brutta l’insufficienza dell’Abruzzo per l’Area della Prevenzione, che presenta preoccupanti scoperture».
La sufficienza è 60, ma l’Abruzzo si ferma a 49,31, che è un dato medio calcolato sulla base di vari indicatori, alcuni dei quali lasciano senza parole. Il capogruppo dem quindi elenca i voti in pagella che il ministero della Salute ha riservato all’Abruzzo: il punteggio è pari a 0 per gli indicatori relativi alla copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per ciclo base; 59, si legge nella relazione, per l’indicatore composito sugli stili di vita e 57,2 dell’indicatore sulla proporzione di persone che hanno effettuato test di screening di primo livello, in un programma organizzato per mammella, cervice uterina e colon-retto.
Sempre 0 ma nell’area distrettuale, il punteggio dell’indicatore relativo all’intervallo allarme-target dei mezzi di soccorso (24 minuti) questo in una regione che continua a tagliare 118 e postazioni di emergenza. Mentre 35,5 è l’indicatore sul consumo di farmaci antibiotici; 48,3 quello sul numero di deceduti per causa di tumore, assistiti dalla Rete di cure palliative; 51,7 l’indicatore sul numero di anziani non autosufficienti in trattamento socio-sanitario residenziale.
Male, nell’area ospedaliera, soprattutto i punteggi sull’indicatore relativo alla percentuale di pazienti over 65 con diagnosi di frattura del collo del femore, operati entro 2 giorni in regime ordinario.
«Una brutta figura nazionale, l’ennesima che la mancanza della governance sanitaria del governo Marsilio», conclude Paolucci.
Ma la Regione va avanti sulla strada che ha tracciato. Proprio ieri, Marco Marsilio ha incontrato a Roma il ministro Schillaci. «A più di dieci anni dall'adozione del decreto Lorenzin (quello degli ospedali Dea di II livello, ndr), sono ampiamente maturi i tempi per chiederne una revisione e ottenerla anche in tempi brevi», ha dichiarato il Presidente della Regione intervenendo al convegno “La nuova sanità territoriale, le emergenze e le aree interne”, che si è svolto nella Sala Zuccari del Senato, su iniziativa del senatore aquilano Guido Quintino Liris, al quale ha preso parte anche il ministro della Sanità. «Ringrazio nuovamente Schillaci per aver compreso i problemi dell'Abruzzo dando il via libera alla nostra proposta della nuova rete ospedaliera (che rinvia la scelta dei Dea di II livello, ndr) mai approvata prima d'ora», ha rimarcato Marsilio affiancato dall’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì. «Dovremmo però iniziare a fare nuovi ragionamenti tra Regioni, ministero e Parlamento», ha aggiunto, «per migliorare le norme a nostra disposizione, in modo da permettere a tutti, anche a chi vive in aree interne o disagiate, tra le montagne come sulle isole, di sentirsi cittadini di serie A, garantiti e tutelati nel diritto alla salute». (l.c.)
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