Regione, la Lega al contrattacco: «Ecco le cause del ko a Teramo»

20 Maggio 2023

D’Eramo, segretario del Carroccio, oggi scende in campo per rispedire al mittente tutte le accuse Risponderà a Marsilio, Forza Italia e al candidato sindaco Antonetti: la partita politica sale di livello

TERAMO. Luigi D'Eramo scende in campo. Il giorno della resa dei conti nella maggioranza in Regione è arrivato. All’ora X in punto, ovvero alle 10 di oggi, il sottosegretario di governo e leader abruzzese della Lega, tiene una conferenza stampa a Teramo, a sei giorni dalla sconfitta elettorale del centrodestra e la conferma del sindaco di centrosinistra, Gianguido D’Alberto, per spiegare agli alleati di coalizione, Fratelli d’Italia e Forza Italia, «chi ha davvero sbagliato il candidato sindaco», e per svelare i retroscena di una debacle annunciata.
Un ko che, secondo il segretario regionale del partito di Salvini, poteva invece diventare una partita aperta, da giocarsi alla pari, o quasi, con gli avversari. Nel cuore della città diventata una spina nel fianco del centrodestra regionale guidato da Marco Marsilio, D'Eramo dirà che la sua proposta era quella di portare al voto quattro candidati a sindaco per far sì che D'Alberto si ritrovasse a giocare alla roulette del ballottaggio. Il segretario regionale della Lega risponderà a stretto giro di posta a Fratelli d’Italia e all’aspirante sindaco sconfitto, Carlo Antonetti che, due giorni fa, ha pubblicamente scaricato sulla Lega la responsabilità di aver spianato – con un misero 3,4% alle urne – la strada della vittoria al centrosinistra al primo turno.
D’Eramo non ci sta a rimanere con il cerino in mano, e questa mattina darà la sua versione su chi gli ha sbarrato la strada, condannando il centrodestra alla resa prima ancora che si aprissero le urne. E infine racconterà anche una “chicca” elettorale per rendere totalmente pan per focaccia al candidato teramano della coalizione di centrodestra.
Insomma, a Teramo si consumerà quella resa dei conti rimasta finora sopita e malcelata che potrebbe anche avere ripercussioni forti a livello regionale, incidere sugli equilibri e creare fratture sulle elezioni del 2024 che vedono Marsilio di Fratelli d'Italia ricandidato in pectore al vertice della Regione.
La partita politica sale ai piani alti con conseguenze del tutto imprevedibili. A meno che D’Eramo non faccia un improvviso dietrofront con un allegato mea culpa. Se cosi non fosse, tra poco anche Giulio Cesare Sottanelli, referente in Abruzzo per Azione, il partito di Calenda, romperà il suo silenzio. Il parlamentare rosetano che ha portato avanti la candidatura di Antonetti, sdoganata sia da Forza Italia che da Fratelli d’Italia, dopo che l’ipotesi Paolo Gatti era tramontata e sulla scena era apparso l’assessore regionale leghista, Pietro Quaresimale, si limita per ora a dire: «La calma è la virtù dei forti». Ma non si trattiene dal mandare un messaggio all’ex alleato, Camillo D'Alessandro, responsabile in Abruzzo di Italia Viva: «Spesse volte», afferma Sottanelli, «quelli che parlano troppo e a sproposito lo fanno per testimoniare al territorio che ancora esistono politicamente».