Regione, M5S alla resa dei conti Ma il centrodestra per ora rinvia

19 Maggio 2023

Domani il vertice online dei pentastellati dopo le percentuali crollate alle elezioni di Teramo e Silvi Obiettivo: evitare il rischio default alle regionali 2024. Sul fronte maggioranza la Lega gioca d’anticipo

PESCARA. I 5 Stelle alla resa dei conti dopo i dati choc delle comunali che mettono a forte rischio la tenuta per le elezioni regionali del 2024. É fissata per domani alle 11 infatti una riunione, rigorosamente on line, dei vertici del partito abruzzese di Conte, reduce da un doppio e deludente risultato, del 2,2% e del 4,8%, rispettivamente a Teramo e Silvi, i due centri principali tornati al voto per rinnovare sindaci e consiglieri comunali. La riunione sarà seguita da remoto da una figura apicale del partito che da Roma vede il Movimento abruzzese come “osservato speciale”.
Guai a commettere nuovi errori di valutazione sulla scelta dei candidati e delle alleanze per la prossima sfida, la più importante di tutte.
Sul fronte della maggioranza regionale di centrodestra, invece, lo “sgarro” della Lega alle comunali teramane spinge per ora Fratelli D’Italia e il suo dominus in regione, Marco Marsilio, a far decantare il caso per sbollire la rabbia dopo il misero 3,4% volutamente incamerato dal Carroccio.
Forza Italia si adegua alla linea del partito di Meloni, che punta a scongiurare scollature nella coalizione, tanto che fino a ieri sera non si parlava di vertici in programma per questo fine settimana. Ma la scelta del sottosegretario di governo e segretario regionale della Lega, Luigi D’Eramo, di anticipare sul tempo gli omologhi di Fratelli d’Italia e Forza Italia, rispettivamente i coordinatori regionale Etelwardo Sigismondi, senatore della Repubblica, e il deputato Nazario Pagano, presidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, potrebbe per cambiare lo scenario di tregua tra gli alleati.
D’Eramo infatti parlerà domani alle 10 a Teramo durante una conferenza stampa annunciata ieri sera dalla Lega, in cui saranno analizzati i risultati del voto delle elezioni amministrative nel capoluogo. E non si può escludere che il leader regionale del partito di Salvini non colga l’occasione per rispedire al mittente le accuse, malcelate, che Fratelli d’Italia gli rivolge. A D’Eramo basterebbe anche un solo aggettivo per replicare a chi pensa che la sua sia stata una scelta alla Tafazzi, quando invece è stato di fatto il primo fra tutti a criticare la scelta del candidato sindaco proposto da Azione.
Ma torniamo in casa dei 5 Stelle. Un dato vale più di ogni commento politico: il gradimento in termini percentuali del Movimento è precipitato in Abruzzo da un fantastico 33 per cento di quelle ormai lontane elezioni politiche, al miserrimo 2,2 per cento a Teramo di qualche giorno fa, passando per un 18% dello scorso settembre e, ancora prima, per il 21 per cento delle regionali 2019. Se questo è il trend, che cosa accadrà tra un anno, con o senza l’alleanza del Pd? Su quali candidati puntare e soprattutto come non disperdere il patrimonio elettorale di un campione di preferenze come Domenico Pettinari, mister 10mila voti alle scorse regionali? Dal contenuto di un post scritto su Facebook pochi giorni fa, servito per sondare il gradimento del suo elettorato, il vice presidente M5S del Consiglio regionale lascia chiaramente intendere quale sarebbe la sua scelta ideale, peraltro anticipata dal Centro: candidarsi a sindaco di Pescara a capo di una civica, avendo raggiunto il limite massimo delle candidature previsto dallo statuto pentastellato. I “mi piace” sotto quel post sono centinaia. Anche di questo si parlerà al vertice di domani al quale parteciperanno il segretario regionale Castaldi, i provinciali Torto, Astolfi, D’Andrea e lo stesso Pettinari, oltre che i consiglieri regionali Taglieri, Fedele, Smargiassi e Stella. Il monito viene da Silvi dove il sindaco leghista Scordella ha stravinto ma l’ex 5 Stelle Blasiotti, correndo da solo, ha doppiato il Movimento. Che avrebbe fatto meglio ad appoggiarlo.