Regione nell’area di risulta, dopo il via libera all’accordo subito il progetto e i lavori

11 Giugno 2023

Approvato dal consiglio venerdì notte il protocollo d’intesa tra Marsilio e Masci Ora si pensa alla fase successiva, l’intervento comincerà nell’estate del 2024

PESCARA. Il nuovo palazzo della Regione sarà pronto nel 2028. I lavori partiranno entro l’estate dell’anno prossimo. All’indomani della sofferta approvazione in consiglio dell’accordo di programma tra le amministrazioni regionale e comunale che dà il via alla realizzazione dell’opera, già si pensa alle fasi successive.
IL PROGETTO «Il prossimo passo», spiegano fonti della Regione, «è quello della gara per la progettazione e per la bonifica dell’area dove sorgerà il palazzo. Dopodiché, potranno partire i lavori entro l’estate dell’anno prossimo». Il progetto non esiste ancora, ma sono stati già resi noti alcuni dati. Il nuovo edificio occuperà 10mila metri quadrati, sarà alto non più di 50 metri e costerà in tutto 48 milioni di euro. Il nuovo palazzo ospiterà gli uffici dei dipartimenti e gli assessorati, sale riunioni e sala conferenze, archivi, una biblioteca, la mensa, un bar, sarà dotato di parcheggi pertinenziali e avrà anche un giardino.
ACCUSE DI MASCI Intanto, non si placano le polemiche dopo l’infuocata seduta del consiglio comunale, presieduta da Marcello Antonelli, in cui sono volati insulti e accuse tra maggioranza e opposizione. Ieri il sindaco ha criticato il centrosinistra per aver usato, a suo dire, un linguaggio da trivio. «La notte scorsa», ha detto, «dopo quasi cinque ore di offese e accuse di ogni genere da parte dell’opposizione, abbiamo approvato in consiglio comunale, con un voto compatto e convinto, che ha smentito tutte le previsioni catastrofiche delle cassandre nostrane, la delibera di ratifica dell’accordo di programma per realizzare nell’area di risulta la sede della Regione».
«Si apre una nuova pagina della storia di Pescara e si chiude finalmente un’annosa vicenda che ne ha penalizzato la crescita, lo sviluppo, l’immagine urbanistica e la proiezione verso l’efficienza e la qualità della vita», ha affermato il sindaco, «il voto compatto della maggioranza in consiglio comunale sul futuro dell’area di risulta», ha fatto presente, «archivia anche il polverone politico sollevato ad arte dall’opposizione, che purtroppo non si è dimostrata all’altezza delle sfide per la città e non è stata in grado di guardare oltre l’immediato e oltre una visione di parte».
Ma le critiche di Masci non sono finite qui. «Mi rammaricano anche i toni adoperati», ha osservato, «andati ben oltre l’etica dello scontro politico. I pescaresi devono sapere che tutto si è svolto avendo a riferimento solo e sempre l’interesse pubblico, che è poi l’interesse di tutti ad avere una città più bella, più funzionale, con un grande polmone verde attrezzato dall’impronta architettonica di pregio di un edificio in cui sarà possibile usufruirne anche il sabato e la domenica». «Tutto è pensato e sarà realizzato», ha aggiunto, «in chiave moderna per esaltarne la vivibilità, il senso di aggregazione e la valorizzazione dei servizi e del tempo libero, trasformando una zona oggi anonima e triste in uno spazio vivo e vivace».
replica dell’opposizione «La revoca di questo accordo di programma», ha avvertito il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «sarà il primo atto che il nuovo consiglio comunale dovrà approvare dopo le elezioni. La sfida ora diventa questa, perché i pescaresi non hanno mai potuto dire la loro opinione su questa proposta che ipotecherà il centro cittadino per 99 anni con una colata di cemento di 80mila metri cubi, visto che il campagna elettorale Masci e il centrodestra avevano promesso che avrebbero costruito la nuova sede della Regione a Pescara ovest per realizzare ben altro nell’area di risulta. Il voto a notte fonda e la presenza silenziosa dei consiglieri di maggioranza fanno capire che nemmeno loro sono convinti di questo progetto, tanto da aver disertato la seduta precedente ed essere stati umiliati ad uno ad uno con le minacce del sindaco di non ricandidarli. Ecco perché bisognerà ridare ai pescaresi il diritto di decidere sul futuro della propria città».
Secondo il Movimento 5 Stelle, «l’approvazione dell’accordo di programma per la realizzazione della nuova sede della Regione è l’ennesimo tradimento ad opera del sindaco Masci nei confronti dei cittadini pescaresi». «Un voto dal sapore amaro quello del consiglio», hanno sottolineato i consiglieri M5S Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo, «perché ha segnato l’inizio di una iattura lunga 100 anni per la città. Il cuore di Pescara è stato ufficialmente messo nelle mani della Regione che, solo sulla base di promesse di futuri interventi attualmente senza copertura finanziaria, avrà carta bianca su ogni aspetto economico, progettuale e gestionale del centro cittadino».
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