Regione, tempo scaduto per 5 direttori

19 Dicembre 2017

Da giovedì stop ai contratti di Muraglia, Zappacosta, Di Paolo, Valeri e Di Rino. Al loro posto altri dirigenti ad interim

PESCARA. Tempo scaduto per i capi dei dipartimenti della Regione Abruzzo. Dalla sanità al lavoro, dall'agricoltura al turismo, con l'aggiunta dell'avvocatura, cinque poltrone resteranno scoperte da giovedì perché i loro contratti, cessati dopo tre anni, non saranno rinnovati. Così ha deciso l’ente.
A fare più notizia tra tutte è l'addio di Angelo Muraglia, direttore del dipartimento Salute e Welfare, che tornerà a fare il medico. Ma anche Giancarlo Zappacosta, teatino doc, ex attore uscito dall'accademia “Silvio D'Amico”, dovrà lasciare la direzione del dipartimento Cultura, Turismo e Paesaggio, per tornare a fare il normale dirigente della Regione. A gennaio del 2016, Zappacosta, fu peraltro esonerato dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ma poi ha ripreso il suo posto grazie a una sentenza del giudice del lavoro.
Lascia il posto apicale anche Antonio Di Paolo, capo del dipartimento Politiche dello sviluppo rurale, più volte finito nel mirino del centrodestra che gli imputa i ritardi nell'utilizzo dei fondi del Piano di sviluppo rurale (Psr). Ma Di Paolo, come Zappacosta, resta dirigente in Regione. Chi invece , lascerà del tutto l’ente è Tommaso Di Rino che, da giovedì, sarà ex direttore del dipartimento Sviluppo economico, Politiche del lavoro dell'Istruzione, della Ricerca e dell'Università. Chiude la lista l'avvocatessa Stefania Valeri, dirigente del Servizio Avvocatura regionale.
«In tre anni la consistenza del personale si è ridotta di un quinto, da 1.700 a 1.350, nonostante quello arrivato dalle Province», dice il governatore D'Alfonso. Un’emorragia che riguarda anche i dirigenti che erano 105 nella precedente legislatura di Gianni Chiodi, mentre ora sono scesi a quasi la metà con ulteriori pensionamenti in arrivo e il blocco del turn over. A pesare sulla Regione è il parere della Corte dei Conti abruzzese che, a giugno, rispondendo a un quesito presentato dalla presidenza del Consiglio regionale, ha precisato che l’ente non può fare contratti di nessun tipo, non solo quelli di collaborazione continuativa, ma neppure i cosiddetti comandi perché, sulle nuove assunzioni, pende la spada di Damocle dei mancati riaccertamenti contabili, cioè la verifica dei debiti e dei crediti effettivi, relativi ai bilanci del 2014, 2015 e 2016. «Che però stiamo facendo, e porteremo a termine nel giro di quaranta giorni», afferma D'Alfonso. Per ora, quindi, i cinque direttori uscenti saranno sostituiti, prima della fine dell'anno, da dirigenti degli stessi settori che avranno incarichi provvisori in attesa che si chiuda l'iter delle selezioni bandite a settembre per ricoprire per i prossimi tre anni questi posti apicali, insieme al bando per il direttore generale, ruolo affidato ad interim a Vincenzo Rivera dopo la partenza per Roma di Cristina Gerardis.