Regione, un errore blocca il bilancio da sei miliardi

Restano congelati centinaia di finanziamenti, compresi gli aiuti alle famiglie
L’AQUILA. La fretta spesso è una cattiva consigliera come nel caso del bilancio di previsione da sei miliardi di euro approvato in tempi record la notte del 30 dicembre ma rimasto impantanato nelle sabbie mobili di una serie di piccoli e grandi errori che, dal primo gennaio fino ad oggi, hanno costretto la Regione Abruzzo alla gestione provvisoria di ingenti risorse. Centinaia di finanziamenti infatti sono congelati. Tra questi spiccano i fondi a pioggia per oltre 1.200 destinatari come Comuni, parrocchie, Pro loco, associazioni culturali e Onlus, feste di paese, eventi e questioni serie tipo gli aiuti ai malati oncologici, alle famiglie oppure per la vita indipendente.
Mai come quest’anno si è accumulato un ritardo così lungo tra l’approvazione della Legge di Bilancio e la sua pubblicazione sul Burat (il bollettino ufficiale della Regione Abruzzo telematico), che costringe l’ente a navigare a vista e in parsimonia, spendendo non più di un dodicesimo della somma prevista nel bilancio precedente, rinviando, tra gli altri, anche gli impegni di pagamento e le scadenze con fornitori esterni. Un handicap non di poco conto in un periodo di crisi globale di imprese e famiglie. Ma la parola d’ordine, negli ambienti regionali, è quella di mantenere le bocche cucite senza rivelare all’esterno quanto sta accadendo dietro le quinte.
È un patto peraltro stretto tra la maggioranza di centrodestra e le opposizioni di centrosinistra e dei 5 Stelle interessate anch’esse a quel maxi emendamento che, con altre leggi allegate, vale 21 milioni di euro e accontenta tutti, a destra e sinistra, e che, si diceva prima, è rimasto bloccato nel pantano che ha dato lo stop alla Finanziaria regionale. Ma le gole profonde, in politica, ci sono e ci saranno sempre. Due di queste, che appartengono sia alla maggioranza sia all’opposizione, svelano il dietro le quinte. «Ma come, non sai che il Bilancio è bloccato?», esclama una delle due per telefono mentre l’altra rivela i documenti che dimostrano cinque errori alla base dello stop prolungato. E la legge “salva bilancio” che, tre giorni fa, la prima Commissione consigliare, presieduta dal leghista Fabrizio Montepara, si è affrettata ad approvare, senza che nessuno facesse il minimo cenno di ostruzionismo.
È il primo di una serie di atti con cui il Consiglio regionale, fissato per domani, tenterà di disincagliare la manovra miliardaria.
Con un “fuorisacco” la legge che cancella gli errori verrà inserita, sul filo di lana, nell’ordine del giorno, quindi votata e, nelle ore o nei giorni successivi, senza perdere altro tempo, promulgata dal presidente Lorenzo Sospiri. Ma questa è solo una tappa perché Sospiri dovrà poi inviare la norma al governatore, Marco Marsilio, il quale, con una decreto, la promulgherà per la pubblicazione sul Burat, sbloccando in questo modo anche la “legge madre” sul Bilancio vero e proprio che, come si diceva, è viziato da cinque errori, quattro veniali e uno sostanziale. Tralasciando i primi, dove peraltro ritroviamo lo stanziamento di 350mila euro per aprire Sulmona il primo Museo del realismo d’Abruzzo, oppure gli errori materiali nelle cifre riferite alla Protezione civile abruzzese, il vero ostacolo è rappresentato da un passaggio mancante, magari di poche righe, i cui effetti sono diventati macroscopici.
Una delle due gole profonde lo rivela spiegandolo in maniera semplice. I 21 milioni di fondi a pioggia da distribuire ad associazioni, parrocchie e Comuni insieme ai finanziamenti speciali per malati di tumore e vita indipendenti, sono stati votati e approvati nella notte del Bilancio rimanendo però sospesi nel vuoto.
In parole semplici non sono stati agganciati a nessun’altra norma finanziaria principale, in questo caso la Legge di Stabilità che precede il Bilancio, né è stato indicato il capitolo di spesa da cui prelevare le somme sufficienti. Quando si dice che la fretta è spesso una cattiva consigliera.

