Regione, via al concorso per esperti anti-contagio

Previste le assunzioni di 5 dirigenti medici specializzati in malattie infettive La giunta Marsilio approva anche il nuovo piano per l’emergenza-Covid 19
PESCARA. La Regione bandisce il concorso per cinque dirigenti medici specializzati in Malattie infettive. La giunta Marsilio ha approvato ieri la designazione dei componenti della commissione esaminatrice per l'esecuzione del concorso. Il presidente è il direttore dell'Unità operativa complessa di Malattie Infettive della Asl di Pescara, Giustino Parruti, il componente titolare è Enrico Girardi dello Spallanzani e il componente supplente è Vincenzo Puro, anche lui dell'Istituto nazionale per le malattie infettive della capitale. Il concorso consentirà di rafforzare le dirigenze mediche di tutte le Asl abruzzesi in un periodo in cui, considerata la pandemia, i reparti di Malattie infettive ricoprono un ruolo cruciale. Nella seduta di ieri a Palazzo Silone, all'Aquila, la Giunta regionale ha dato il via libera anche al Piano di potenziamento e riorganizzazione dell'assistenza territoriale.
È lo strumento che, in piena emergenza coronavirus, va a rafforzare l'offerta sanitaria e socio-sanitaria territoriale, favorendo l'implementazione di un sistema di accertamento diagnostico e di monitoraggio del virus. Dal potenziamento delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale, all'introduzione dell'infermiere di famiglia o di comunità, dai medici di base o pediatri che diventano il riferimento per i pazienti dimessi dagli ospedali al potenziamento delle risorse umane: sono numerose le novità introdotte dal Piano.
L'obiettivo è quello di gestire al meglio i pazienti colpiti dal coronavirus ed essere in grado di fronteggiare la seconda ondata di contagi, alleggerendo la pressione negli ospedali. Il Piano, si legge, viene adottato con specifiche finalità: «Implementare e rafforzare un solido sistema di accertamento diagnostico, monitoraggio e sorveglianza della circolazione di Sars-CoV-2, dei casi confermati e dei loro contatti; intercettare tempestivamente eventuali focolai; assicurare una presa in carico precoce dei pazienti contagiati, dei pazienti in isolamento domiciliare obbligatorio, dimessi o paucisintomatici non ricoverati e dei pazienti in isolamento fiduciario; organizzare l’attività di sorveglianza attiva effettuata a cura dei Dipartimenti di Prevenzione in collaborazione con i Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e Medici di Continuità Assistenziale, nonché con le Usca».
Si tratta di uno strumento, che il Centro ha già illustrato in anteprima alcuni giorni fa, che va ad «incrementare le azioni terapeutiche e assistenziali a livello domiciliare, garantendo il massimo livello di assistenza nei confronti delle persone in isolamento domiciliare o in quarantena», e rafforzando i servizi di assistenza domiciliare «per tutti i soggetti fragili le cui condizioni risultano aggravate dall’emergenza in corso, o per i soggetti cronici, disabili, con disturbi mentali, con dipendenze patologiche, non autosufficienti, bisognosi di cure palliative/terapia del dolore». Prevista l'attivazione di una Centrale Operativa Regionale, che «costituisce l’elemento cardine dell’organizzazione territoriale in quanto svolge una funzione di coordinamento, assumendo un ruolo di raccordo tra tutte le componenti della rete assistenziale, sia ospedaliere che territoriali».
Ai medici di base e ai pediatri viene affidato un ruolo estremamente importante: saranno «la figura di riferimento per il paziente», con competenze sulla sorveglianza dei soggetti in quarantena o in isolamento domiciliare e si occuperanno, in caso di paziente Covid-19 dimesso dall'ospedale perché clinicamente guarito, di tutto l'iter previsto dai protocolli a partire dalla richiesta dell'esecuzione dei tamponi di controllo. (l.d.)

