Regione, via libera dall’Ue ai nuovi fondi

10 Dicembre 2022

Dopo lo scontro con l’opposizione arriva l’annuncio di Marsilio sul nuovo Fesr da 681 milioni di euro

L’AQUILA. «Una doppia promozione è arrivata dalla Commissione Europea alla Regione Abruzzo sulla programmazione dei fondi strutturali. Con una nota inviata all’Autorità di gestione dei fondi europei, Carmine Cipollone, la Commissione ha approvato il programma regionale Fesr Abruzzo 2021 – 2027 da 681 milioni di euro, a pochi giorni dall’approvazione del Fse+ da 406 milioni di euro». Così si legge in una nota della Regione diffusa ieri, a 24 ore di distanza dallo scontro con le opposizioni sulla gestione dei fondi europei. «Con l’approvazione del nuovo Programma Fesr 21-27», dichiara Cipollone, «l’Europa ha dato un chiaro segnale di condivisione e affidabilità sulle linee di indirizzo che l’Abruzzo si è dato su questa programmazione e sulla progettualità messa a punto, con tanto impegno, nei mesi scorsi insieme con il partenariato regionale. La nuova programmazione è più che raddoppiata in termini di risorse e poggia su tre obiettivi di policy: un’Europa più intelligente (con un budget di 277 milioni), Un’Europa più verde (298,8 milioni), e un’Europa più vicina ai cittadini (81 milioni)». In termini di investimenti, spiega la direttrice del Dipartimento di Presidenza Emanuela Grimaldi, questi obiettivi di policy si traducono nel futuro immediato in investimenti per ricerca e sviluppo, competitività digitale, energia e ambiente, mobilità urbana sostenibile, e soprattutto per il riequilibro economico dell’Abruzzo nell’ottica di un benessere diffuso.
«Con l'approvazione del nuovo Programma regionale Fesr 2021-2027», afferma infine il presidente della Regione Abruzzo Marsilio, «è arrivata una seconda bollinatura che simbolicamente mette il sigillo sul lavoro virtuoso che questa amministrazione ha condotto e che ci chiama adesso a rispettare i tempi che la Commissione ci detterà sulla spesa. Scadenze che sapremo onorare nel segno di quel senso di responsabilità che sinora ci ha consentito di centrare temi e obiettivi calzanti alle necessità dei territori oltre che alle sfide di modernità che siamo chiamati a raccogliere per superare i divari territoriali». (c.s.)