Regole antirumore per la movida Ora è scontro nella maggioranza

27 Luglio 2022

Fratelli d’Italia presenta un emendamento per annacquare le norme troppo rigide, la Lega è contraria I commercianti: «Così ci fate chiudere, pronti a chiedere il risarcimento». E oggi il voto in consiglio

PESCARA. Si accende lo scontro sul Piano di risanamento acustico per ridurre i rumori notturni nella zona di piazza Muzii presentato dall’assessore all’ambiente Isabella Del Trecco. Ieri, è cominciano l’esame in consiglio comunale ed è stato subito scontro: la maggioranza si è divisa tra falchi e colombe, ossia tra favorevoli alle regole rigide contenute nel documento e contrari ad un giro di vite per la movida, soprattutto nel periodo estivo.
Intanto gli esercenti, alcuni dei quali presenti ieri in aula, hanno bocciato senza mezzi termini il provvedimento e ora minacciato di chiedere il risarcimento danni al Comune, se il Piano dovesse essere effettivamente applicato. A dar man forte ai commercianti è intervenuto anche il centrosinistra che preannuncia battaglia oggi pomeriggio, in consiglio, quando riprenderà la discussione cominciata ieri mattina sul Piano di risanamento acustico. E in serata potrebbe esserci il voto.
il piano La decisione dell’amministrazione comunale di realizzare un Piano di risanamento acustico, elaborato da un esperto, l’ingegnere Andrea Del Barone, parte dall’indagine condotta dall’Arta nell’agosto 2021 per accertare i livelli sonori nella zona di piazza Muzii-via Battisti in cui risultavano valori piuttosto elevati di rumore. Quel dossier, inviato al Comune, era stato poi discusso in un vertice tra Arta e Asl.
Il Piano, dunque, presenta una serie di regole per ridurre i rumori causati dai locali e dalla movida notturna in quella zona. Prevede, in estrema sintesi, la sospensione del rilascio di autorizzazioni in deroga ai limiti acustici per gli eventi; maggiore sorveglianza di forze di polizia e del personale addetto dei locali; sospensione della vendita per asporto di bevande alcoliche nelle ore notturne; e persino l’installazione di centraline fisse e semafori che indichino ai gestori il superamento dei decibel.
maggioranza divisa Ma alcuni esponenti della maggioranza considerano queste regole troppo restrittive. Per questo motivo, ieri, la capogruppo di Fratelli d’Italia Zaira Zamparelli ha presentato un emendamento per modificare la norma, forse, più pesante del Piano. Quella che prevede la sospensione delle autorizzazioni per gli eventi in deroga ai limiti sonori. L’emendamento, firmato anche da Cristian Orta e Mauro Renzetti (FdI), Adamo Scurti (Pescara futura), Claudio Croce (Forza Italia), Salvatore Di Pino (Lega), che sarà votato oggi pomeriggio, modifica quella norma. «Potrà essere valutata», c’è scritto, «l’autorizzazione in deroga per eventi di intrattenimento organizzati da enti pubblici o da operatori economici privati o da associazioni di categoria, previa deliberazione della giunta comunale che esprima parere favorevole sulla base di documentate motivazioni di carattere artistico, socio-culturale, sportivo, turistico-commerciale o comunque di interesse pubblico». «Non possiamo permetterci il lusso di far chiedere delle attività», ha spiegato Zamparelli, «noi siamo favorevoli alla movida». Di diverso parere il capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco: «Io ritengo che non sia possibile emendare questo Piano, perché è uno studio fatto da un tecnico. Comunque, se una delle azioni è quella di non derogare, come si fa a chiedere di fare una deroga?». Critico il centrosinistra nei confronti del Piano: «È un atto frettoloso, unilaterale e confusionario, che rischia solo di fare del male alla città. Il coprifuoco oggi è più che mai concreto».
esercenti in rivolta «Se questa è la scelta che l’amministrazione vuole fare», hanno scritto in una nota Fabrizio Vianale (Confartigianato), Gianni Taucci (Confesercenti), Riccardo Padovano (Confcommercio), Carmine Salce (Cna), «deve essere cosciente che inciderà direttamente sul futuro della città e di tutte quelle famiglie che hanno investito negli anni per fare di Pescara un posto più attrattivo. Una scelta suicida che non può essere accettata. Per questo, se il Piano dovesse essere approvato, intraprenderemo un’azione legale di risarcimento danni».