Renata, indagati l’ex marito e il figlio

La procura ipotizza il concorso in omicidio. I Ris piombano a Giulianova Sotto torchio Giuseppe e Simone Santoleri. Sequestrata l’abitazione
GIULIANOVA. La svolta arriva dopo una lunga notte di parole che raccontano, senza spiegarla, la scomparsa di una donna. Perchè è nei due avvisi di garanzia per concorso in omicidio e occultamento di cadavere consegnati all’ex marito e al figlio giuliesi della 64enne pittrice teatina Renata Rapposelli che la Procura di Ancona delinea la strategia di un’inchiesta. Che in meno di 24 ore mette in fila il lungo interrogatorio di Giuseppe e Simone Santoleri sentiti nella notte tra giovedì e venerdì nella caserma dorica dei carabinieri e il successivo blitz dei Ris con tanto di Luminol (il test che permette di trovare tracce di sangue) nella casa di Giulianova sequestrata insieme alla macchina di padre e figlio.
Nell’alloggio di via Galilei i carabinieri del raggruppamento scientifico di Roma hanno trascorso buona parte della giornata di ieri ispezionando ogni metro quadrato ed uscendo nel tardo pomeriggio immortalati da una selva di telecamere visto che il caso della pittrice scomparsa è già finito alla ribalta della cronaca nazionale. Così come, su delega della Procura di Ancona (il fascicolo è del pm Andrea Laurino), gli esperti investigatori hanno passato al setaccio la vettura su cui, ha sempre raccontato l’ex marito Giuseppe, ha accompagnato la donna a Loreto.
E se in presenza di esami irripetibili, come può essere un sequestro, l’avviso di garanzia diventa un atto dovuto per consentire all’indagato di nominare anche un suo consulente, è evidente che inquirenti e investigatori anconetani si muovono già seguendo un percorso ben preciso che porta ad un delitto. Con un come e un dove forse non così tanto lontani.
Nel corso del lungo interrogatorio notturno l’ex marito della donna, da tempo trasferitasi ad Ancona e nelle settimane scorse tornata a Giulianova per incontrare il figlio, ha ribadito di aver litigato in casa con la moglie per una questione economica (forse un assegno di mantenimento), di averla riaccompagnata in auto a Loreto e poi di non averne avuto più notizie. Il figlio avrebbe confermato quanto già detto in precedenza e cioè di aver sentito i genitori litigare e chiesto al padre di riaccompagnare la madre ad Ancona.
Entrambi, assistiti dall'avvocato Gianluca Carradori (che ieri ha presenziato all’ispezione dei Ris), hanno respinto qualsiasi loro coinvolgimento nella scomparsa della donna.
Dice il legale: «Ora aspettiamo l’esito di questi controlli ma i miei assistiti sono tranquilli e confidano nella giustizia. Nel corso dell’interrogatorio fatto come persone informate sui fatti hanno ribadito senza contraddizioni la loro versione. Quella sera l’ex marito ha riaccompagnato la donna fino a Loreto e qui l’ha lasciata. Hanno confermato che ci sarebbe stato un litigio per motivi economici, ma sarebbe più giusto definirlo solo un lieve alterco verbale, visto che solo questo è stato». E aggiunge: «Non ci si deve stupire del fatto che da quando la donna è stata accompagnata a Loreto l’ex marito e il figlio non abbiano saputo niente di lei perché non c’erano rapporti tali per cui si sentivano spesso. I loro rapporti erano molto diradati e solo raramente si vedevano». Ma nel fascicolo del pm non sono attesi solo i risultati degli accertamenti scientifici dei Ris, perché anche i riscontri degli accertamenti tecnici disposti sui telefoni cellulari e in particolare sulle celle che questi avrebbero agganciato sono tessere del complesso puzzle che gli inquirenti stanno cercando di ricomporre il più velocemente possibile. Nel nome di Renata Rapposelli, mamma, pittrice conosciuta nelle Marche e in particolare in quell’Ancona che da qualche tempo era diventata la sua città.
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