Renzo Piano regista della ricostruzione

4 Febbraio 2017

Errani a Montereale: «Priorità a scuole e infrastrutture strategiche» E D’Alfonso studia una norma per i danni indiretti causati dalla neve

di Romana Scopano

L’AQUILA

«L’. opera dei sindaci è stata molto difficile e importante. Stiamo lavorando in queste ore per determinare concretamente la ripresa di questi territori, con misure di esenzione fiscale e di sostegno al tessuto produttivo». Lo ha assicurato il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, nel corso del summit con amministratori e politici che si è svolto ieri a Montereale, epicentro del terremoto del 18 gennaio. Errani ha poi effettuato un veloce sopralluogo nel comune di Campotosto, il più colpito tra quelli dell’Alta Valle dell’Aterno, dove il 90% delle abitazioni è stato dichiarato inagibile. È stata l’occasione per illustrargli il progetto che prevede la ricostruzione ex novo del paese, con tecniche innovative antisismiche e con case in legno, pietra e cotto, sotto la regia dell’archistar Renzo Piano. Verrà valutata anche la possibilità di delocalizzare, a circa 5 chilometri, la frazione di Ortolano, completamente evacuata e che insiste in un’area a forte rischio di frane e slavine.

Il summit. Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, il governatore e commissario per l’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, il vice presidente della giunta Giovanni Lolli, il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, il responsabile dell’ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere del terremoto del 2009, Paolo Esposito e la senatrice Stafania Pezzopane. Errani ha sottolineato che «va poi affrontato il problema delle infrastrutture strategiche anche anteriori al 24 agosto. Questo al fine di dare una prospettiva di collegamento a questi territori». Il riferimento è all’apertura dei cantieri per il lotto dell’Aquila-Amatrice, come confermato dal sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi. Tra le maggiori priorità da affrontare, quella della infrastrutture scolastiche: «Saranno realizzate strutture nuove prefabbricate», ha assicurato Errani.

Decreto e delibera. Ma è stata anche un’occasione, per il governatore D’Alfonso, di intervenire sulle polemiche sollevate dalle opposizioni (vedi articolo in basso) che hanno bollato come inadeguato il decreto terremoto approvato giovedì dal governo. «Vorrei far notare che i danni del maltempo con quelli del terremoto e, quindi, con il cratere sismico, non c’entrano niente», ha spiegato a il Centro. «Il decreto del governo si occupa di terremoto, la delibera del Consiglio dei ministri del 20 gennaio, invece, ha dichiarato l’emergenza proprio per il maltempo», ha aggiunto. E su quest’ultimo fronte resta da sciogliere il nodo dei danni indiretti, come ad esempio le disdette o le mancate prenotazioni nelle strutture alberghiere. «Se per quelli diretti è sufficiente un rapporto di causa-effetto con l’emergenza neve, il danno indiretto va valutato e misurato». Ma come? «Con una norma e assicurata la copertura finanziaria - prosegue D’Alfonso -. Sto portando il governo ad accettare l’idea di assegnare un quantum, una somma determinata alla Regione che provvederà poi a ripartirle tra i richiedenti che avessero diritto al risarcimento».

Cratere e danni. Quanto al sisma, impossibile ampliare il cratere. «Se si continua ad allargarlo arriviamo alla Serbia», liquida la questione D’Alfonso. E per i comuni abruzzesi rimasti fuori (Isola, Colledara, Penna Sant’Andrea eFano Adriano nel Teramano, Pizzoli nell’Aquilano e Penne nel Pescarese), il governatore punta ad «inserire una norma per assicurare loro le stesse agevolazioni spettanti a quelli inseriti nel cratere». Poi c’è la partita delle infrastrutture. Due le priorità: «Il completamento della L’Aquila-Amatrice e l’opera di razionalizzazione al servizio della collina teramana». E per finire, il capitolo Enel. «La società risarcirà gli utenti in bolletta per i disagi delle ultime settimane - conclude D’Alfonso -. Ma andrà risarcito anche il danno d’immagine cagionato alle imprese, che hanno sofferto ritardi nelle consegne per colpe non certamente loro a causa dei dislacci».